Marcus Ericsson, futuro in IndyCar per lo svedese della Sauber
Formula 1

Marcus Ericsson, futuro in IndyCar per lo svedese della Sauber


Avatar Redazionale , il 31/10/18

2 anni fa - Marcus Ericsson ha firmato per il team Schmidt Peterson Motorsports

Marcus Ericsson ha firmato per il team Schmidt Peterson Motorsports e correrà nella IndyCar racing nel 2019, al fianco di James Hinchcliffe

AMERICAN DREAM Marcus Ericsson, ventottenne svedese da cinque anni in Formula 1, correrà in America nel 2019. Il pilota della Sauber lascerà il sedile che occupa da quattro stagioni per far posto a Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi, restando comunque terzo pilota del team elvetico, ma potrà correre con continuità oltreoceano, dando prova delle sue doti. La notizia era nell’aria da tempo, ma le ultime due gare del Circus in Texas e in Messico hanno certamente accelerato le trattative, e l’annuncio ufficiale è stato dato sul sito della IndyCar.

NANDO COME MARCUS? Ericsson correrà nel team Schmidt Peterson Motorsport al fianco di James Hinchcliffe, in sostituzione dello sfortunato canadese Robert Wickens, ancora convalescente dopo il tremendo incidente di Pocono dello scorso agosto. Lo svedese potrebbe ritrovare in America anche Fernando Alonso, che declinando la consistente offerta di Alejandro Agag, boss della Formula E, per correre nel campionato elettrico, ha aggiunto sulla stampa iberica: “Al momento non è nei miei piani, ci sono due campionati che mi interessano, e sto cercando di capire come sarà possibile combinarli. Valuterò tutti gli aspetti e alla fine prenderò una decisione decisiva.” I due campionati, a voler leggere tra le righe, sono il WEC – al quale Alonso sta già partecipando e la cui stagione in corso si concluderà nel 2019, e l’IndyCar, per l’appunto.

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APPUNTAMENTO ALLA INDY 500 Il sogno di Nando è risaputo: vincere la Indy500 per completare la Triple Crown, ideale trofeo del motorsport che va a chi vince 24 ore di Le Mans, Gran Premio di Monte Carlo o Mondiale di Formula 1, e 500 miglia di Indianapolis. Ma ciò non vuol dire che un buon candidato al successo non possa essere nei prossimi anni anche lo stesso Ericsson. D’altra parte il passato ci insegna che una sfilza di piloti che in Formula 1 non hanno potuto esprimere il loro meglio, hanno corso bene, talvolta brillato, oltreoceano. E non parliamo solamente dei campioni, come Nigel Mansell e Juan Pablo Montoya, Graham Hill e Jim Clark, Emerson Fittipaldi e Mario Andretti, fino a Jacques Villeneuve.

IN SCIA A ROSSI E SATO Pensiamo ad esempio all’americano Alex Rossi. Dopo la trafila in GP2 e cinque GP all’attivo con la scadente Marussia in Formula 1, nel 2016 approda in America e si impone subito nella Indy 500, senza contare che quest’anno si è giocato il campionato americano fino all’ultimo concludendo secondo alle spalle di Scott Dixon. E che dire di Takuma Sato, sette stagioni da comprimario tra il 2002 e il 2008, poi approda in America e riesce a vincere nel 2017 la stessa, prestigiosa, Indy 500. E la lista è lunga: Max Chilton, lo sfortunato Justin Wilson, Alex Zanardi, Michael Andretti, Christian Fittipaldi, Eddie Cheever... in molti hanno avuto poca fortuna nel Mondiale e sono stati invece protagonisti a stelle e strisce.

BUONA FORTUNA! Senza dimenticare il francese Sebastian Bourdais, che ha fatto il percorso inverso, trionfando quattro volte nel Champ Car e poi approdando in Formula 1 per uscirne ridimensionato dai compagni di Toro Rosso, Vettel e Buemi. Insomma, siamo convinti della bontà della scelta di Marcus Ericsson, e anche che abbia delle buone capacità: d’altra parte la sfida di quest’anno con Charles Leclerc, seppur persa, non l’ha visto uscire con le ossa rotte. Dunque good luck Marcus, la Indy potrebbe essere la strada giusta per te.


Pubblicato da Simone Valtieri, 31/10/2018
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