Ieri vi abbiamo raccontato delclamoroso incidente che ha visto protagonista Charles Leclercnel corso di un’esibizione propedeutica al GP Monaco Historique, la rivisitazione storica dei gran premi nel Principato dei tempi che furono. La sinistra maledizione che colpisce il monegasco tutte le volte che scende in pista sul circuito di casa – nelle tre edizioni disputate, Charles non ha ancora mai visto il traguardo – non lo ha risparmiato neppure stavolta, quando si trovava al volante della Ferrari 312 B3 guidata da Niki Lauda nel 1974 e all’inizio del Mondiale 1975. La macchina, dal valore inestimabile e dai ricambi ovviamente limitati, è infatti finita contro il muro a La Rascasse con evidenti danni all’alettone posteriore.

CEDIMENTO MECCANICO A tradire Leclerc sembrava essere stato l’asfalto sporco e polveroso ma, in realtà, sarebbero tecniche le ragioni che hanno portato il pilota della Ferrari e leader del Mondiale F1 2022 all’incidente. Secondo quanto riportato da Motorsport.com, Charles ha infatti perso il controllo della 312 B3 numero 12 a causa del cedimento di una delle pastiglie dei freni, che ha quindi sbilanciato l’auto in frenata verso La Rascasse, portandola in testacoda e, poi, contro le barriere. Un dettaglio già svelato anche dallo stesso Leclerc che, sui propri canali social, ha commentato: “Quando pensi di aver già avuto tutta la sfortuna possibile del mondo sulla pista di Monte Carlo e poi si rompono i freni a La Rascasse con una delle Ferrari storiche più iconiche…”.
When you thought you already had all the bad luck of the world in Monaco and you lose the brakes into rascasse with one of the most iconic historical Ferrari Formula 1 car. 🙃🔫
— Charles Leclerc (@Charles_Leclerc) May 15, 2022
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.



