La pista di Monte Carlo continua in qualche modo a essere stregata per Charles Leclerc. Il campioncino di casa Ferrari, leader del Mondiale 2022 di Formula 1, non ha mai finito in carriera il GP di casa, finendo per essere protagonista in tre anni su tre di incidenti che non gli hanno permesso di vedere la bandiera a scacchi. Un rapporto complicato, quello con il mitico circuito del Principato, le strade in cui ha vissuto e cresciuto, che continua in maniera decisamente sfortunata: il giovane monegasco, impegnato oggi in una dimostrazione al volante della Ferrari di Niki Lauda in occasione del GP Monaco Historique, è finito rovinosamente contro il muro a La Rascasse danneggiando l’ala posteriore.

LA 312 T DI LAUDA A tradire Charles sarebbe stato un po’ di sporco, lasciato sull’asfalto da un precedente incidente. “Vittima” dell’errore del monegasco è la Ferrari 312 B3 contrassegnata dal mitico numero 12, usata nel 1974 e nelle prime tre gare della stagione seguente, in cui il campione austriaco chiuse al primo posto della classifica iridata. I danni riportati sono soprattutto nella zona dell’ala posteriore e cioè la parte con cui Leclerc si è appoggiato sulle barriere a La Rascasse. Come dicevamo, Charles non ha ancora mai finito un GP di casa in carriera: nel 2018, a pochi giri dalla bandiera a scacchi, fu coinvolto in un incidente con Brendon Hartley, mentre l’anno successivo finì a muro (sempre a La Rascasse) nel tentativo di rimontare dal fondo. Nel 2021, invece, il ferrarista non è riuscito neppure a partire – e l’avrebbe dovuto fare dalla pole – dopo l’incidente in Q3.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.



