TRATTATIVA ESTENUANTE La firma sul nuovo contratto che legherà Sir Lewis Hamilton alla Mercedes continua a farsi attendere, sebbene lo stesso Toto Wolff abbia dichiarato nelle scorse settimane di poter chiudere l'accordo anche poco prima dei test invernali in programma a marzo, dunque per un altro mese e mezzo i rumors sulla vicenda potrebbero trovare ampio spazio. Di sicuro c'è che tra le richieste del sette volte iridato e l'offerta del team della casa di Stoccarda c'è ancora una certa differenza che ha portato a questa insolita situazione che vede il pilota simbolo della F1 trovarsi disoccupato a poche settimane dall'inizio della nuova stagione. La tattica attendista potrebbe premiare la Mercedes, visto che la scuderia potrebbe comunque rimpiazzare Hamilton anche a pochi giorni dal ritorno in pista, mentre il britannico non ha altra alternativa che quel sedile.
IL METODO JORDAN Chi sicuramente darebbe una sferzata decisiva alla situazione è Eddie Jordan, istrionico patron dell'omonima scuderia protagonista in F1 a cavallo del 2000. L'irlandese ha spiegato di aver saputo da fonti certe che il problema principale nella trattativa rimane l'eccessiva richiesta economica da parte di Hamilton, aggiungendo quello che farebbe lui al posto dei vertici della Daimler: ''Apparentemente le parti non sono d'accordo sui termini. Ho appena sentito che Lewis vuole più di quanto la Mercedes sia disposta a pagare. Si tratta di condividere le entrate della squadra e avere un ruolo influente nel gruppo Mercedes. Se fossi il capo di Daimler, gli mostrerei la porta: o guidi alle nostre condizioni o vai''.

QUELLA FRASE SU SENNA A supporto della sua strategia, Jordan ha ricordato una frase pronunciata da Bernie Ecclestone subito dopo la morte di Ayrton Senna, avvenuta a Imola nel 1994. La F1 si trovava improvvisamente senza il suo pilota più famoso, l'ultimo rimasto della generazione protagonista di grandi duelli tra metà anni '80 e l'inizio degli anni '90 e che comprendeva anche Alain Prost, Nigel Mansell e Nelson Piquet. In quella stagione stava però esplodendo il fenomeno di Michael Schumacher, colui che sarebbe poi stato il volto del Circus per oltre un decennio: ''Direi ad Hamilton quello che disse Bernie Ecclestone dopo la morte di Ayrton Senna - ha ricordato Jorda - Anche se Bernie era scioccato e triste come tutti, fu il primo a ritrovare la calma e ci disse: 'Smettetela di piagnucolare, tutti sono sostituibili'. Questo Lewis dovrebbe saperlo ormai''.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



