Autore:
Valerio Colombo

L’INCOGNITA 2019 Sarà a causa di un campionato di Formula 1 a tratti entusiasmante, ricco di colpi di scena e battaglie, sarà perché la sfida tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton sta monopolizzando l’attenzione dei media, fatto sta che la lineup dei piloti e dei team per la stagione 2019 del mondiale rappresenta ancora un grosso punto interrogativo. E se alcuni rinnovi sono dati quasi per scontati, tante manovre verranno compiute nel corso della pausa estiva e nei primi mesi autunnali. A oggi solamente due piloti in tutta la griglia hanno un contratto per la prossima stagione: Sebastian Vettel e Max Verstappen, ed entrambi rimarranno dove sono, in Ferrari e Red Bull rispettivamente.

TOP TEAM In Mercedes è dato per scontato che Lewis Hamilton estenda la sua permanenza nel team, mentre Valtteri Bottas è ancora impegnato a meritarsi il prolungamento di contratto. Daniel Ricciardo dovrebbe, suo malgrado, rinnovare con la Red Bull, sebbene ci siano voci che lo danno in McLaren, altre in Mercedes, mentre Kimi Raikkonen non vorrebbe saperne di appendere il casco al chiodo, e punta – come sempre – a emergere nella seconda parte di stagione per strappare in extremis l’ennesimo accordo con Maranello, sebbene quest’anno appaia più difficile visto che da più fonti si dà per fatta la promozione di Charles Leclerc, talentino parcheggiato in Sauber dalla Ferrari, al team titolare.

VECCHI LEONI Il resto della griglia è un’incognita, con le recenti parole del team principal della McLaren Zak Brown – “Ci vorranno anni prima di tornare competitivi” – che potrebbero spingere Fernando Alonso all’addio al circus, e a volare oltreoceano per coronare il suo sogno di Grande Slam e vincere la 500 miglia di Indianapolis, se non l’intera IndyCar Series. E c’è un altro nome altisonante che potrebbe, e vorrebbe, tornare in Formula 1: Robert Kubica, la cui brillante ascesa si è interrotta bruscamente a seguito del noto incidente rallistico del 2011. Già in odore di un posto da titolare quest’anno in Williams, a Kubica sono poi stati preferiti i giovani e “ricchi” talenti di Lance Stroll e Sergej Sirotkin, portatori di una dote economica superiore a quella del polacco, relegato al ruolo di Test Driver.

UN RISCHIO TROPPO ALTO In una lunga intervista pubblicata sul sito della Formula 1, Robert si è detto però in piena corsa per disputare la prossima stagione, tornando anche a parlare del suo doloroso passato: “Ho pagato un grosso prezzo e lo sto ancora pagando” – ha spiegato Kubica in relazione al suo incidente al Rally di Andora 2011 che ha rischiato di fargli perdere un braccio – “Ma quello non era solo divertimento. C’era il desiderio di diventare un pilota migliore, più completo, la volontà di trovare qualcosa in altri ambiti diversi dalla Formula 1 per avere qualcosa che altri non hanno e poter migliorare come pilota. Pensavo che i rally mi avrebbero dato questo, e davvero è stato così, solo che ho pagato un pezzo troppo alto.”

TEAM IN BILICO Oltre all’incognita sui piloti c’è, in misura minore, quella sui team partecipanti, visto che a oggi risultano iscritte ufficialmente solo sei scuderie: Ferrari, Red Bull (con la nuova motorizzazione Honda), Toro Rosso, McLaren, Renault e Sauber. E se per Mercedes e Haas il prolungamento dell’impegno in Formula 1 è dato per scontato, ci si augura che la situazione finanziaria della Force India e quella sportiva della Williams non portino a brutte sorprese.

MIAMI… O NON MIAMI? Infine le gare: l’incognita sulla presenza dell’annunciata tappa di Miami ha fatto slittare le discussioni per l’approvazione del calendario provvisorio 2019 ben oltre la deadline, scaduta il 1 luglio. La Federazione ha diramato un calendario parziale contenente le date delle prime sette tappe (Australia, Bahrain, Cina, Azerbaijan, Spagna, Monaco e Canada) e quella dell’ultima (Abu Dhabi). Certo è che salterà il Gran Premio di Germania, ma la collocazione dell’eventuale GP nella metropoli della Florida sta bloccando la redazione di un campionato che ha sinora una sola certezza: quella di essere più lungo di due settimane rispetto al 2018. Si partirà infatti da Melbourne il 17 marzo e si chiuderà ad Abu Dhabi il 1 dicembre.


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