Pubblicato il 09/06/20

SARANNO FAMOSI (?) I figli? Si sa, so’ piezz’e core. La regola è confermata persino dai piloti di Formula 1, disposti anche a rinunce di un certo valore per garantire un futuro nelle corse ai propri discendenti. È quanto successo a Jean Alesi che, per finanziare la stagione in Formula 2 – la partenza il prossimo 4 e 5 luglio dal Red Bull Ring per un calendario di otto gare che segue le tappe europee annunciate dalla F1 – del figlio Giuliano, ha dovuto dire addio a un bene molto prezioso: la sua Ferrari F40...

F1 GP Russia 2019, Sochi: Giuliano Alesi (Ferrari Driver Academy) accompagnato da papà Jean

REGALO FERRARI Il giovane figlio d’arte, classe 1999, si appresta infatti a correre la seconda stagione nella categoria propedeutica dopo tre campionati di alti e bassi in GP3, passando dal team Trident a HWA Racelab (subentrata quest’anno ad Arden). Un impegno decisamente dispendioso considerando che una stagione tra i cadetti costa poco meno di due milioni di euro e che, a coprire le spese, sono spesso gli sponsor personali dei giovani piloti. Ma, in un periodo di ripartenza post-pandemia, trovare investitori è tutt’altro che semplice e quindi ci ha dovuto pensare papà Jean a trovare le somme necessarie per disputare il campionato. Come? Privandosi della mitica e preziosissima supercar regalata dalla Ferrari – su suggerimento di Nelson Piquet, che aveva insistito per l’inserimento nel contratto – come bonus per il suo passaggio, a fine 1990, dalla Tyrrell al Cavallino.

Ferrari F40 LM

PARLA JEAN Il retroscena lo ha svelato lo stesso Jean Alesi intervenuto ai microfoni di Sky Sport F1. “In famiglia – ha spiegato il francese di origini siciliane – facciamo le cose con grande passione e, dovendo scegliere tra l’avere una bella macchina in garage e vedere mio figlio correre, non ho avuto dubbi sulla seconda opzione. Al momento è davvero difficile trovare uno sponsor e poi… io sono troppo vecchio per guidare una F40!”. Il ventenne, terzo figlio di Jean ma primo maschio, dal 2016 è parte della Ferrari Driver Academy ma, nonostante il supporto ufficiale della scuderia di Maranello, non è esentato dal dover trovare parte dei fondi per correre in F2. “Spero che in questo caos – ha proseguito Alesi Sr – qualcosa cambi e che vengano date occasioni a questi ragazzi, che non solo investono molto in termini di denaro ma anche dal punto di vista personale, visto che lasciano l’università con il sogno di fare i piloti”.

Sophia Floersch

LA CRITICA Insomma, da sempre attivissimo nella carriera del figlio, Jean non ha mai smesso di supportare il sogno di Giuliano di ripercorrere le sue orme in Formula 1. Rinunciando persino a uno dei modelli stradali più rari e preziosi, ormai una vera e propria icona degli anni ’90. Il bel gesto non è però passato inosservato, attirando le critiche di alcuni piloti che non hanno la fortuna di avere una F40 parcheggiata in garage. A farsi portatrice della polemica è stata la giovane Sophia Floersch, pilota di Formula 3 recentemente molto critica anche nei confronti della Fda di cui Giuliano Alesi fa parte. “Non sono figlia di nessun vip e – ha tuonato la diciannovenne tedesca sui social – non abbiamo una Ferrari F40. Per un volante in F2 servono 1.8 milioni di euro all’anno e non hanno trovato sponsor neppure tramite la Ferrari Driver Academy? Sostenere i veri talenti è qualcosa di diverso, no?”.


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