Alberto Saiu
Pubblicato il 23/07/20

MINIMO COMUN DENOMINATORE Domenica 19 luglio 2020, ore 14.45. Jerez de la Frontera, Andalusia: Fabio Quartararo, classe 1999, vince il GP di Spagna classe MotoGP. Per il pilota francese del team Petronas Yamaha SRT è la prima vittoria nella classe regina. Un paio d’ore dopo, a Budapest, Lewis Hamilton vince l’86a gara della sua leggendaria carriera. Due luoghi agli antipodi, in primo affacciato sull’Africa, il secondo fu una delle storiche capitali dell’impero Austro-Ungarico. Due carriere che poco, per adesso, hanno in comune: la giovane promessa e il campione affermato. Due team frutto di culture, quella giapponese e quella tedesca, molto differenti tra loro. Eppure, in questi due exploit, un minimo comun denominatore esiste. E risponde al nome di Petronas. L’azienda malese, infatti, contribuisce ai successi di Yamaha e Mercedes attraverso la fornitura dei fluidi, carburante e olio, necessari a garantire performance di alto livello. Allo scopo di approfondire il tema abbiamo intervistato Stephanie Travers e En De Liow, due giovani trackside fluid engeneer. Stephanie e En De sono stati selezionati attraverso un ''talent'', organizzato Petronas e Mercedes dedicato ai giovani ingegneri a cui hanno partecipato oltre 7.000 candidati provenienti da tutto il mondo.

La presentazione della Mercedes F1 W11 con Hamilton, Bottas, Wolff e gli ingegneri Petronas

Entrambi siete arrivati in Petronas dopo aver superato un lunga e impegnativa selezione tra giovani ingegneri. Cosa vuol dire, per voi, entrare a far parte di un settore così competitivo come la Formula 1?

Stephanie Travers: Essere selezionata da Petronas come trackside fluid engeneer, entrando a far parte del team Mercedes AMG Petronas F1, è stato davvero speciale. Sono sempre stata appassionata di motorsport e ho sempre desiderato ottenere la possibilità di lavorare in F1. Riuscirci per davvero è stato surreale ma, al tempo stesso, qualcosa che ha richiesto grande impegno. Ho dovuto superare ben cinque selezioni e ho dato tutta me stessa per dimostrare di valere un posto a bordo pista.

En De Liow: Questo è un lavoro molto impegnativo e, a ogni gara, si ha la possibilità di imparare moltissimo. Sia all’interno del team Mercedes, sia all’interno del team Petronas.

Petronas è una compagnia malese coinvolta nel più globale degli sport: le corse. Petronas lavora in tutto il mondo, con specifico riferimento alla sua sede torinese. Persone di tutte le etnie contribuiscono al successo della vostra azienda. Sembra che, in qualche modo, l'azienda abbia anticipato questo momento di grande attenzione alla diversificazione. Cosa significa, per voi, lavorare in un ambiente multiculturale come questo?

EDL: Prima di cominciare a lavorare come Trackside fluid engeneer ho lavorato in Petronas a Villastellone e in quell’ambiente ho avuto modo di lavorare con colleghi provenienti da Brasile, Cina, Stati Uniti e Malesia. La diversificazione risulta essere una delle chiavi del nostro successo. Questa stessa mentalità viene portata in pista.

Petronas F1, En De Liow e Stephanie Travers davanti al loro... ufficio in pista

Di cosa si occupa un Trackside Fluid Engeneer durante un weekend di gara?

ST: Ci occupiamo di monitorare e analizzare i fluidi che vengono utilizzati durante un weekend di gara e includono il Petronas Syntium Oil, i fluidi utilizzati per lubrificare il cambio e il carburante. Li analizziamo e li monitoriamo in modo che rispettino sempre i parametri imposti dal regolamento FIA durante tutto il corso del weekend. Questo monitoraggio è fondamentale anche per far si che i nostri fluidi possano operare al miglior livello possibile per garantire il miglior funzionamento delle vetture. È cruciale, pertanto, che i nostri rilevamenti e le nostre analisi vengano compiute in tempi rapidi.

Petronas, Stephanie Travers analizza i fluidi della Mercedes di Hamilton e Bottas

Da giovedì a sabato, come è organizzato il vostro weekend? Cosa è cambiato a causa delle restrizioni covid?

EDL: Il nostro weekend inizia, a dire il vero, il martedì. Noi ci occupiamo di valutare il rispetto di tutti i parametri regolamentari prima ancora di mettere i fluidi sulle vetture. L’ultima cosa che vorresti è utilizzare un fluido irregolare ed essere poi chiamato a rimuoverlo. Questa operazione richiede molto tempo. Poi ci occupiamo del set up. Giovedì mettiamo in moto le vetture ed effettuiamo dei nuovi rilevamenti. Il lavoro, dal venerdì in poi, tende a cambiare leggermente perché iniziamo a fare rilevamenti successivi alle sessioni per essere sicuri che la monoposto funzioni secondo i migliori parametri possibili. Questi rilevamenti vengono effettuati durante tutto il corso del weekend e anche la domenica subito dopo la gara.

ST: Le misure per prevenire la diffusione del Covid-19 non hanno impattato in maniera significativa sulle nostre procedure di lavoro. La differenza principale riguarda l’architettura del laboratorio che è stata modificata per consentire di mantenere due metri di distanza tra un ingegnere e l’altro durante le operazioni di analisi. Chiaramente, dobbiamo sempre utilizzare le mascherine, sia in laboratorio sia nel paddock. In passato la FIA poteva entrare nel nostro garage in qualsiasi momento per chiedere un campione dei nostri fluidi. Ora, per soddisfare questa richiesta, quando i delegati FIA entrano nel nostro garage noi predisponiamo una postazione e ci allontaniamo dando loro modo di prelevare il campione. Un altro aspetto differente riguarda il lavoro che facciamo con i team clienti. Noi siamo nella sotto-bolla Mercedes, ma seguiamo anche Racing Point e Williams. Ora non ci è più consentito entrare nei loro garage e loro non possono più lavorare a stretto contatto con noi, quindi abbiamo predisposto delle zone in cui ci vengono consegnati i campioni da analizzare.

F1 GP Stiria 2020, Red Bull Ring: Stephanie Travers sul podio

Come ottenere le migliori performance possibili, in un ambito così regolamentato come quello relativo ai fluidi?

EDL: Il carburante, l’olio e tutti i fluidi rappresentano il sangue di una monoposto e, pertanto, per funzionare al meglio, dobbiamo fare si che tutto operi secondo i migliori parametri possibili. Ci sono moltissimi segreti in F1 e molti fattori che contribuiscono a creare un vantaggio sui competitor. Quello che facciamo in Petronas è fornire ai nostri clienti fluidi appositamente studiati per le loro vetture. In pratica svolgiamo un lavoro sartoriale... Non sviluppiamo qualcosa che non sia appositamente pensato per far funzionare al meglio le specifiche componenti delle monoposto che seguiamo.

ST: Dietro le quinte, durante tutto il corso della stagione viene svolto un incredibile lavoro tra Petronas e gli ingegneri Mercedes per ottenere il più alto grado possibile di sinergia.

EDL: Un ulteriore cambiamento regolamentare, introdotto per via del necessario contenimento dei costi post COVID, è il congelamento nello sviluppo dei fluidi. In passato si potevano apportare miglioramenti ai prodotti durante tutto il corso della stagione. Quest'anno, invece, verranno utilizzati per tutto il campionato gli stessi tipi di fluidi che sono stati utilizzati in Austria.

Petronas F1, Giuseppe D'Arrigo con Stephanie Travers

Negli ultimi anni si è molto discusso di come l’olio possa essere utilizzato in camera di combustione, in determinati momenti del weekend, per aumentare le performance della Power Unit. Viste le nuove direttive emanate dalla FIA, a oggi, sarebbe ancora possibile fare leva sulla combustione dell’olio per aumentare le performance della monoposto?

ST: Questo è un argomento che travalica le nostre mansioni. In F1 ci sono moltissimi segreti e, per fare si che non vi siano fughe di notizie, c’è chi è deputato a progettare il motore e chi, come noi, è deputato ad analizzare i fluidi.

Petronas è coinvolta con grande successo sia in F1 sia in MotoGP. Quali sono le differenze principali tra i fluidi utilizzati in F1 e quelli utilizzati in MotoGP? Il gruppo di lavoro F1 e il gruppo di lavoro MotoGP hanno sviluppato qualche sorta di sinergia o ognuno opera in maniera totalmente autonoma?

EDL: Questa domanda, probabilmente, sarebbe da porre agli ingegneri che progettano i fluidi. Alcuni sono a Kuala Lumpur in Malesia, altri a Torino, ma, se vogliamo fare un ragionamento di ampio respiro possiamo dire che il motore di una F1 e quello di una MotoGP sono progettati in maniera molto differente. Nelle moto il lubrificante del motore deve lubrificare anche il cambio, cosa che non succede in F1. La meccanica sottostante i due progetti rende quasi impossibile progettare un unico prodotto che possa andare bene per entrambi. Ciò detto il travaso di conoscenza e tecnologia, in Petronas, è costante.


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