Pubblicato il 16/07/20

NOVANTANOVE SU CENTO Non è più un segreto, o forse non lo è mai stato, e così al termine della giornata di test in pista a Jerez, dopo aver ripreso confidenza - e bene - con la sua Yamaha M1 concludendo al quinto posto della cronotabella - Valentino Rossi si è concesso alla stampa, parlando in prima persona del suo imminente futuro in Yamaha Petronas. In sostanza manca solo la firma, quella già data per certa negli scorsi giorni da La Gazzetta dello Sport, ma tutto il resto corrisponde a verità, e la conferma arriva dalla viva voce del Dottore: ''È stato scritto che ho firmato, ma non è vero, però siamo molto vicini a farlo. Voglio continuare a correre e ho già parlato con Yamaha e Petronas. Restano solamente alcuni dettagli da sistemare e mi rifersico alla mia squadra tecnica, ma posso dire che al 99% continuerò a correre con loro''.

PARTITA A SCACCHI ''Stiamo parlando della mia squadra perché anche Quartararo cambierà team e ci sono molte pedine da muovere, è un po' come una partita a scacchi'' - ha proseguito Valentino - ''Per questo motivo ci vorrà un po' di tempo per sistemare tutto. Andando nel team ufficiale sarà Fabio a scegliere per primo, io non ho molto potere decisionale. Sicuramente Munoz (il nuovo capotecnico del Dottore, che ha preso recentemente il posto dello storico Silvano Galbusera) verrà con me, per gli altri si deciderà. Ci saranno sicuramente dei cambiamenti, se grossi lo saranno sia per me che per Fabio, e lo stesso avverrà se saranno piccoli''.

Valentino Rossi e Fabio Quartararo (Yamaha)

UN ANNO PIÙ UNO Rossi ha confermato anche la durata dell'accordo con quello che diventerà il suo nuovo team a partire dal 2021: ''Ci ho ragionato a lungo, non volevo approdare in Petronas sapendo che sarebbe stato il mio ultimo anno in sella, e così ne ho parlato con Jarvis e con la Yamaha. Il contratto sarà per il 2021 ma con un'opzione per il 2022. Il prossimo anno, durante la pausa estiva, decideremo insieme se continuare o meno''. Infine Valentino ha parlato anche del mondo oltre la MotoGP, di quel ritiro che ogni anno allontana, ma che prima o poi arriverà, e di cui ha potuto avere un assaggio durante il lockdown: ''Questo stop mi ha fatto capire tante cose, mi è piaciuto stare a casa, sapevo che continuare avrebbe significato un grande sforzo, ma gli ultimi mesi mi hanno fatto prendere questa decisione a cuor leggero. Di certo non posso vivere senza moto, come avrete visto dai social ci sono andato spesso, ma quello che mi preoccupava era piuttosto stare a casa senza muovermi, senza la pressione delle gare. All'inizio è stato noioso, ma poi ogni giorno che passava mi sentivo meglio. Alla fine mi piace stare a letto e non fare un cazzo''.


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