SITUAZIONI SIMILI Le tensioni vissute quest'anno dalla Ferrari dopo l'incidente di Interlagos tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc non sono molto diverse da quelle che si è trovata ad affrontare la Red Bull lo scorso anno dopo il tamponamento tra Daniel Ricciardo e Max Verstappen a Baku. Uno scontro avvenuto dopo che per diversi giri i due si erano sfidati senza esclusione di colpi e che apparentemente venne ben gestito dal team guidato da Chris Horner, anche se pochi mesi dopo arrivò la decisione a sorpresa dell'australiano di lasciare la scuderia austriaca per la Renault.

F1 2018: l'incidente tra Daniel Ricciardo e Max Verstappen (Red Bull) a Baku

SQUADRA VITTIMA DEI PILOTI Sembra piuttosto improbabile che uno dei due piloti della Ferrari possa seguire l'esempio di Ricciardo e lasciare a sorpresa il Cavallino Rampante a fine campionato, per cui quanto avvenuto nel GP Brasile è stato gestito nel miglior modo possibile da Mattia Binotto per tornare ad avere una collaborativa convivenza tra Vettel e Leclerc in vista del 2020. Dall'alto della sua esperienza, Horner ha commentato così la situazione degli avversari: "Dipende dallo scenario e ogni squadra ha un approccio diverso con persone diverse che hanno approcci diversi, quindi è difficile per me giudicare la situazione della Ferrari. Ma il perdente in queste situazioni è sempre la squadra".

CONFLITTO DI INTERESSI Dopo l'addio di Ricciardo, la Red Bull ha optato per la promozione dalla Toro Rosso prima di Pierre Gasly, poi di Alex Albon, due giovani di buon talento che però non possono sicuramente mettere in discussione il ruolo di prima guida di Verstappen. Sempre su Vettel e Leclerc, che si stanno di fatto contendendo il ruolo di pilota di punta della Ferrari, Horner ha aggiunto: "Sono contento che non siamo miei piloti. È sempre una situazione difficile. I piloti da corsa sono animali fortemente competitivi e spesso c'è un conflitto tra ciò che è giusto per la squadra e ciò che è giusto per il singolo".


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