Pubblicato il 05/11/20

WEEKEND CORTO A Imola abbiamo avuto il primo vero esperimento di come potrebbe essere un fine settimana di gara senza il venerdì. Un test reso necessario da ragioni di carattere logistico – la domenica precedente i team erano a Portimao e mancavano i tempi tecnici per smontare e rimontare il paddock già per le interviste del giovedì – che però sembrerebbe aver convinto Liberty Media e che, dunque, potrebbe anche essere ripetuto in futuro. Una questione che sarà sul tavolo del nuovo boss della Formula 1, Stefano Domenicali, ma che sembra non piacere agli appassionati e ad alcuni addetti ai lavori, che temono come lo sport possa snaturarsi per inseguire i profitti.

IL PARERE DI WURZ Tra i contrari al weekend ristretto, con una sola sessione di prove libere da 90 minuti al sabato mattina e con un venerdì dedicato solo alle interviste e, quindi, senza vera attività in pista, c’è Alexander Wurz. Un parere, quello dell’ex pilota di Benetton, McLaren e Williams, decisamente di “spessore” visto che l’austriaco è dal 2014 il presidente della Grand Prix Drivers’ Association, l’associazione dei piloti di F1. “Siccome le persone che lavorano nel circus – ha spiegato Wurz alla tv austriaca Orfsono già al limite con il numero di 21 gare, Liberty Media sta cercando di accorciare i weekend di gara. Per esempio, se cancellassero il venerdì in sei appuntamenti, allora ci sarebbe spazio per due fine settimana in più. È anche così che la Formula 1 fa soldi, sono gli organizzatori delle gare quelli che pagano per restare in calendario e quindi è tutta una questione di denaro”.

F1: Alex Wurz, presidente della GPDA (Grand Prix Drivers' Association)

SITUAZIONE NON IDEALE Anche ipotizzando che ci siano davvero weekend di gara ristretti in modo da portare le gare stagionali a 23 o addirittura 25, partendo dalle 22 tappe inizialmente previste per il 2020 prima di dover fronteggiare la pandemia da Covid-19, comunque la situazione sarebbe secondo Wurz “tutt’altro che ideale”. “I circuiti, infatti – ha proseguito l’ex pilota austriaco – pagherebbero più o meno lo stesso di quanto pagano oggi, ma avrebbero solo due giorni e non più tre per rientrare dall’investimento con i prezzi dei biglietti. Il profitto delle piste quindi è in grosso calo, ma questo non sembra interessare granché a chi detiene i diritti commerciali”.

CALENDARIO 2021 Nel frattempo, sta letteralmente impazzando la caccia al calendario della prossima stagione, ancora non ufficializzato a causa dell’incertezza sull’evoluzione della pandemia in molti dei Paesi che dovrebbero tornare a ospitare il circus. A cadenza quasi giornaliera sul web e sui social viene spoilerata una bozza di un calendario che potrebbe attestarsi su 23 appuntamenti. In queste ore, poi, ad aggiungersi al “giallo” ci si è messo anche il sito ufficiale in cui la Formula 1 vende i biglietti per assistere ai Gp iridati: pur in assenza di date precise (in corrispondenza di ogni Gp c’è la scritta TBD, “to be defined” e cioè “da definire”), compaiono quasi a sorpresa anche Portimao e Imola. Niente di ufficiale, ma la riprova del fatto che gli ultimi due – apprezzatissimi da piloti e pubblico – Gp a cui abbiamo assistito, proveranno a concedere il bis anche nella prossima stagione.


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