Pubblicato il 16/04/20

DANIEL DIVENTA GRANDE Con il campionato ancora fermo causa coronavirus, Daniel Ricciardo si è divertito a stilare su Twitter un elenco dei piloti secondo lui più sottovalutati tra quelli incontrati nel corso della carriera. Il simpatico australiano, 30 anni quest'anno, è ormai un veterano del Circus e da quando ha esordito in F1, nell'ormai lontano 2011, ha gareggiato contro ben 62 avversari diversi. Un bel serbatoio da cui attingere e dal quale l'attuale portacolori della Renault ha pescato cinque nomi, alcuni dei quali molto sorprendenti.

F1 2015: Roberto Merhi (Marussia) e Marcus Ericsson (Sauber)

PAZZO PER MERHI Tra i piloti con cui ha ingaggiato grandi battaglie nelle categorie junior, ma che in F1 non hanno avuto la sua stessa gloria, Ricciardo ha nominato Marcus Ericsson e Roberto Merhi. Proprio per lo spagnolo, protagonista di una stagione senza particolari squilli alla Marussia nel 2015, l'australiano ha avuto parole di grande stima: ''Assomigliava un po' a Max (Verstappen), nel senso che sapeva far andare la macchina e aveva un gran controllo su di essa. Aveva quella velocità e la mancanza di paura che gli faceva osare correre dei rischi. Per lui è andata male quando la gestione delle gomme è diventata un fattore''.

IL RIMPIANTO BIANCHI Nella stessa categoria di Ericsson e Mehri, Ricciardo ha messo anche un pilota tutt'altro che sottovalutato, ma che purtroppo non ha avuto il tempo di guidare per un grande team. Stiamo parlando dello sfortunato Jules Bianchi, morto in seguito alle lesioni subite nel GP Giappone 2014: ''Jules non era sottovalutato, ma non siamo mai riusciti a vederlo su una macchina di alto livello, quindi la gente forse non ha apprezzato quanto sarebbe stato bravo. Pensiamo alla sua guida con quella Marussia a Monaco nel 2014, i primi punti ottenuti dalla squadra. Monaco è come Macao, non ottieni un risultato per fortuna, era assolutamente merito suo''. Bianchi faceva parte dell'accademia Ferrari e per lui si prevedeva un futuro a Maranello. Ricciardo ritiene che avrebbe potuto fare quanto oggi sta realizzando Charles Leclerc, peraltro suo grande amico: ''È un altro aspetto che rende la sua storia così triste, perché sarebbe sicuramente arrivato in una squadra di spicco e sarebbe diventato un vincitore di gran premi. In un certo senso, sento che Charles sta facendo quello che avrebbe fatto Jules''. Ricciardo ha ricordato gli allenamenti in Italia con Bianchi, ritenuto un predestinato all'età di 17 anni.

F1, GP Monaco 2014: Jules Bianchi festeggia il nono posto

ORGOGLIO ITALIANO Ricciardo ha infine nominato due piloti dalle carriere molto diverse. Uno è l'italiano Vitantonio Liuzzi, suo compagno negli esordi alla HRT e grande protagonista nelle categorie kart quando l'australiano era ancora un bambino. L'altro è nientemeno che un campione del mondo, probabilmente il meno considerato tra gli iridati degli anni 2000, ossia Jenson Button. Per sottolinearne il valore, Ricciardo ha ricordato come il britannico abbia ottenuto più punti di Lewis Hamilton nei loro anni da compagni di squadra alla McLaren.


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