Honda, il boss è dispiaciuto per l'addio alla Formula 1
Formula 1

Honda, il boss Yamamoto dispiaciuto per l'addio alla F1: "Ma credo che torneremo"


Avatar di Salvo Sardina , il 29/10/21

4 settimane fa - Il capo di Honda Racing ha l'amaro in bocca, ma deve concentrarsi sulla svolta green

Il grande capo di Honda Racing ha l'amaro in bocca per la scelta dell'azienda di lasciare la massima serie, dettata dalla necessità di concentrare risorse sulla svolta green

Lasceranno la Formula 1 al termine della stagione, e potrebbero farlo da campioni del mondo in carica. Parliamo della Honda, che proprio un anno fa, di questi tempi, comunicava l’addio alla massima serie automobilistica annunciando un massimo sforzo di risorse per chiudere in bellezza. Risultato che, fino a questo momento, sembra decisamente centrato ma che, al contempo, lascia un po’ di amaro in bocca per gli anni a venire: la power unit sarà infatti comunque montata sulla Red Bull di Max Verstappen anche nelle prossime stagioni, ma sarà tecnicamente gestita dal team anglo-austriaco, che beneficerà del know-how dei giapponesi e del congelamento degli sviluppi fino al 2025.

F1 GP Turchia 2021, Istanbul: Max Verstappen (Red Bull Racing) F1 GP Turchia 2021, Istanbul: Max Verstappen (Red Bull Racing)

AMARO IN BOCCA A parlare dell’addio è Masashi Yamamoto, il boss di Honda Racing, che ha ammesso ai microfoni degli olandesi di Formule 1, che sarà strano vedere Red Bull e AlphaTauri in pista dal 2022 senza i loghi del colosso nipponico: “Sarà in effetti un po’ pazzo, ci saranno i nostri motori ma non il nostro brand. Ma siamo molto concentrati nel diventare campioni già questo campionato, il prossimo anno sarà il prossimo anno. Certo è un dispiacere il fatto che ci ritireremo e che il nostro brand non sarà più visibile in pista dal 2022. Personalmente, però, credo che torneremo in Formula 1”.

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Il Managing Director di Honda F1, Masashi Yamamoto Il Managing Director di Honda F1, Masashi Yamamoto

CARBON NEUTRAL La ragione dell’abbandono è legata alla scelta di concentrare le risorse su un obiettivo che sta a cuore a tutta l’azienda, quello di ridurre le emissioni e diventare un marchio a impatto zero: “Come Honda Racing capiamo che la casa madre abbia deciso di impegnarsi nell’azzerare le emissioni di anidride carbonica. La decisione di lasciare è strettamente legata all’esigenza di accelerare questo processo. Ci concentreremo su quest’aspetto e, se le cose andranno come devono, credo che al vertice ci siano le persone che hanno il desiderio di ritornare in F1”.

F1 GP Abu Dhabi 2019, Yas Marina: Masashi Yamamoto (Honda) con Helmut Marko (Red Bull) F1 GP Abu Dhabi 2019, Yas Marina: Masashi Yamamoto (Honda) con Helmut Marko (Red Bull)

RAPPORTO CON RED BULL Nel 2022, comunque, parte del personale della casa giapponese continuerà a lavorare a stretto contatto con Red Bull, in modo da garantire continuità al progetto. “Dal punto di vista dell’azienda – ha spiegato il numero 1 di Honda Racing – con la fine di questa stagione si chiuderà il ciclo e il progetto Formula 1. Il prossimo anno, però, sarà un periodo di transizione in cui il nostro personale darà una mano a Red Bull”. Non è chiaro, invece, se lo stesso Yamamoto farà parte del team di Milton Keynes: “Per il momento l’obiettivo è concentrarci in ogni caso a vincere il titolo mondiale. Quella è la priorità assoluta. Per il resto, non parliamo di spostamenti individuali, anche se io sto personalmente valutando un po’ di cose”.  


Pubblicato da Salvo Sardina, 29/10/2021
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