Pubblicato il 15/06/20

NUOVA BATTAGLIA Dopo il successo del suo appello ai colleghi per esporsi in prima persona a favore del movimento Black Lives Matter, Lewis Hamilton è tornato alla carica sui social riguardo un altro tema che gli sta particolarmente a cuore: il benessere degli animali. Il pilota della Mercedes, vegano convinto, si è schierato contro la corrida, scrivendo su Instagram: ''Ai bambini spagnoli viene insegnato a torturare e uccidere i tori. È davvero disgustoso per la Spagna!''.

PAROLE OFFENSIVE Hamilton ha poi aggiunto: ''Chiediamo al Ministero della Pubblica Istruzione spagnolo di chiudere immediatamente le scuole di corrida''. Frasi forti su un tema molto controverso e su cui la stessa Spagna si divide, considerando che ad esempio in Catalogna questa pratica è già stata vietata. Le reazioni non sono mancate, a partire dal ministro spagnolo della cultura e dello sport, Jose Manuel Rodriguez Uribes: ''Parole offensive su una pratica che nel nostro paese ha un significato culturale. Questo modo di fare non aiuta la comunicazione e la comprensione''.

TORERI SUL PIEDE DI GUERRA Inevitabili, ovviamente, le reazioni piccate dei diretti interessati. Ad Hamilton ha risposto uno dei più famosi esponenti della tauromachia, Cayetano Rivera: ''Il signor Hamilton non ama la corrida. E allora? Prima di criticare la cultura di qualcuno, dovresti almeno imparare un po' di cosa stai parlando''. Anche Francisco Rivera, altro torero e fratello di Cayetano, non è stato tenero con il sei volte campione del mondo: ''Lo vedo come un attacco e una mancanza di rispetto per la Spagna, per tutti gli spagnoli e per le nostre tradizioni. Non ha passato nemmeno un minuto della sua vita andando in una scuola di corrida per vedere cosa viene insegnato''. Critiche anche dal mondo della cultura, con lo scrittore e conduttore televisivo Fernando Sanchez-Drago che ha dichiarato: ''Ma non è necessario un minimo di intelligenza per ottenere la licenza per correre?''.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

This past week, I have felt so inspired by the thousands of people across the globe using their voices to speak out against racial injustice. Fighting for real change starts with us, whether peacefully protesting, showing support on social media or signing petitions. However, our fight for equality must continue beyond this. Racism is a global disease and one which we must tackle with our votes as well as our voices. Please do your research and ensure the politicians you vote into power have everyone’s best interests at heart. The prejudice against black people at a systemic level has got to stop. For those looking for ways to support, I have provided information on petitions you can sign, as well as some books and films to learn more about the black experience. For the next generation, this education into black history should be starting at school. The global curriculum needs to be updated to include the struggles and successes of black people throughout the centuries, otherwise history is destined to repeat itself. As we have seen with the arrest and elevated charges for the officers who killed George Floyd, there is power in our voices, we can bring about change, and we must continue to fight for racial equality. For those of you who are out there fighting, know that I see you and I am right by your side. #blacklivesmatter

Un post condiviso da Lewis Hamilton (@lewishamilton) in data:

ATTIVISMO NON COMUNE Al di là delle idee personali di ognuno sul tema, Hamilton conferma di non aver timori nello schierarsi apertamente a favore di una o più cause, sfruttando la sua enorme popolarità per sensibilizzare l'opinione pubblica. Un attivismo non nuovo nel mondo dello sport, ma molto meno comune tra i piloti di F1, dei quali troppo spesso le idee e le parole vengono filtrate dagli uffici stampa delle squadre.


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