Pubblicato il 08/07/20

LIMITI DI SPESA Dal prossimo anno, la F1 sperimenterà l'introduzione del budget cap, una novità pensata per limitare le spese dei team più ricchi, in modo da rendere più equilibrata la competizione. Ci sono però alcune spese che non andranno a influire in questo limite che bisognerà rispettare e tra queste rientra anche lo stipendio dei piloti. Le scuderie potranno così continuare a offrire contratti faraonici alle stelle del Circus. Sull'argomento si sono confrontati anche gli stessi piloti, nel corso dell'ultima riunione della Grand Prix Drivers Association, il loro sindacato.

DIFFERENZA INACCETTABILE Il pilota della Haas Romain Grosjean è tra i membri della GPDA e ha spiegato ad Autosport il suo punto di vista: ''Abbiamo tenuto questo discorso nella GPDA. Alcuni erano a favore del budget cap per gli stipendi, altri erano contrari. Penso che sia inaccettabile che Lewis Hamilton guadagni più di 40 milioni di euro, mentre alcuni piloti guadagnano 150.000 euro all'anno per lo stesso lavoro. Tuttavia, ciò che è stato sottolineato è che se limitiamo gli stipendi dei piloti, rompiamo l'intera scala del motorsport''.

VIVAI A RISCHIO Grosjean ha spiegato le criticità che emergerebbero limitando gli stipendi: ''Chi investirebbe denaro nei programmi per giovani piloti se poi non si riuscisse più a recuperare i soldi prendendo una percentuale dagli alti salari dei piloti? Questo è il dibattito. Personalmente, non ero necessariamente contrario all'idea di inserire gli stipendi dei piloti nel budget cap. Poi però, sicuramente, ti chiederesti quale costruttore o manager spenderebbe una fortuna in un pilota solo per recuperare il 20% di qualche cosa che è limitato e che quindi non permetterebbe loro di recuperare mai i soldi investiti''.


TAGS: f1 Hamilton grosjean stipendi