Pubblicato il 26/03/2020 ore 12:40

SERIE CULT Il successo della serie tv ''Drive to Survive'', prodotta da Netflix in collaborazione con la F1, ha sorpreso gli stessi vertici di Liberty Media, che recentemente hanno sottolineato il ruolo avuto da questa produzione nell'incremento del pubblico interessato ai gran premi, soprattutto in nazioni in cui la conquista di appassionati è sempre stata molto difficile, Stati Uniti in primis. Anche piloti e team sono felici di questa esperienza da ''attori'', anche se in più di un'occasione hanno sottolineato come le puntate non riflettano il reale stato delle cose dietro le quinte delle corse.

HAAS PROTAGONISTA Un'annotazione che non sfugge agli appassionati della prima ora, che nella ricostruzione delle gare e degli episodi non possono non notare delle evidente forzature. Sul tema si è espresso anche Romain Grosjean, pilota della Haas. Il team americano, soprattutto grazie alle pittoresche sfuriate del suo team principal Gunther Steiner, si è ritagliato un ruolo da protagonista nelle due stagioni fin qui prodotte di ''Drive to Survive''. Grosjean è spesso al centro delle frecciate del manager altoatesino, ma non se la prende per le scene che vengono riportate negli episodi: ''Non mi interessa. Ho riso e penso che sia positivo per i fan. Apre la F1 a persone che potrebbero non conoscere questo sport'' ha dichiarato al giornale Ekstra Bladet.

F1 2020: Kevin Magnussen e Romain Grosjean assieme a Gene Haas e Gunther Steiner

PRO E CONTRO Il pilota franco-svizzero ha sottolineato gli aspetti positivi e negativi della serie Netflix: ''Prima di tutto, penso che la qualità sia fantastica. Il suono, le immagini e il resto. Per le persone che non conoscono la F1, è una cosa unica e ti fa vedere cose che non hai mai visto prima. Ma, quando conosci quel mondo dall'interno, sai che non tutto viene mostrato. Ecco perché alcune squadre erano più aperte di altre, ma mi piace''.

AMERICANI SENZA SEGRETI Grosjean è però soddisfatto di come la Haas abbia permesso a telecamere e microfoni di riprendere tutto senza filtri, compresi i momenti di maggior tensione. L'ex pilota della Lotus ha un solo rammarico: ''Mi sarebbe piaciuto vedere un po' di più del duro lavoro dei nostri ragazzi. Si vede la terribile situazione in cui ci trovavamo, ma avrebbero potuto mostrare un po' del lavoro fatto per uscire da quella situazione. Suppongo che non fosse nella loro agenda... Non ci sono politica o programmi nascosti qui alla Haas, il che è sorprendente per la F1. È una situazione molto diversa rispetto ad altre squadre''.


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