Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 28/02/2020 ore 15:55

FINALMENTE Gli appassionati l’hanno attesa a lungo e adesso è finalmente disponibile. È infatti uscita oggi la seconda stagione dell’attesissimo “Drive to Survive”, la docu-serie originale Netflix che ci svela il dietro le quinte del dorato e tecnologico mondo della Formula 1. Come da copione, sono dieci gli episodi pubblicati – clicca qui per la trama di ognuna delle puntate – sul sito e sull’app del colosso statunitense dello streaming on demand, che anche quest’anno racconterà tutti i retroscena dell’ultimo mondiale di F1. Ecco in anteprima i cinque motivi per cui non potete proprio perderla.

  1. L’INCUBO DI LEWIS Le telecamere di Netflix sono state ammesse all’interno dei box Mercedes e Ferrari soltanto in un fine settimana. Se la scelta del Gp degli Stati Uniti non si è rivelata particolarmente azzeccata per la “sbirciatina” alle vicende del Cavallino, fortuna ha voluto che la quasi imbattibile Freccia d’argento abbia invece aperto le porte ai telespettatori proprio in occasione della gara in Germania. E, cioè, di gran lunga la più disastrosa del campionato scorso per gli uomini di Brackley, che avrebbero voluto festeggiare i 125 anni nel motorsport con vestiti e livrea celebrativa e invece hanno dovuto incassare un doppio incidente sotto la pioggia, sia con Hamilton sia con Bottas.
    Netflix, Drive to Survive: il campione del mondo F1, Lewis Hamilton (Mercedes)
  2. LA ZONA ROSSA Ok, vi abbiamo parzialmente mentito. Vero è che quello del Gp di Austin è stato un weekend un po’ piatto e senza particolare pathos, almeno per quanto riguarda gli uomini di casa Ferrari. Il fatto che le telecamere di Drive to Survive 2 siano però state ammesse all’interno del box è un inedito assoluto nella storia del team di Maranello. Un’occasione imperdibile per conoscere da vicino le procedure e i retroscena di uno dei luoghi più blindati e inaccessibili del paddock.
    F1, GP Stati Uniti 2019: Charles Leclerc (Ferrari)
  3. RETROCESSIONE È stata sicuramente una delle mosse più discusse dell’intero campionato, quella fortemente voluta dalla Red Bull e da Helmut Marko che, in concomitanza con la pausa estiva, ha deciso di retrocedere il deludente Pierre Gasly in Toro Rosso (oggi Alpha Tauri) per promuovere a fianco di Max Verstappen il debuttante thailandese Alexander Albon. Un momento che potrebbe rivelarsi decisivo, quasi uno “sliding doors”, nella carriera dei due giovanissimi piloti cresciuti nella cantera del team anglo-austriaco. E che le telecamere di Netflix non si sono certo lasciate sfuggire.
    F1, Helmut Marko a colloquio con Pierre Gasly (Red Bull)
  4. A PIEDI È stato l’unico pilota, insieme a Robert Kubica, a restare senza un sedile da titolare nella stagione 2020. Nico Hulkenberg, dalle stelle alle stalle, da prescelto per il rilancio delle ambizioni di casa Renault a disoccupato in cerca di un volante. Drive to Survive 2 racconta l’escalation di eventi che ha portato, in maniera piuttosto sorprendere, uno dei piloti più talentuosi e apprezzati del circus a perdere il posto nella scuderia di Enstone per mano del giovane transalpino di scuola Mercedes, Esteban Ocon.
    F1 GP Abu Dhabi 2019, Yas Marina: Nico Hulkenberg (Renault)
  5. TESTACODA Team di vertice ma non solo. Drive to Survive 2 racconta anche la stagione più buia della gloriosa storia della Williams in Formula 1. Dall’arrivo in ritardo alla prima sessione di test precampionato a Barcellona, all’unico punticino conquistato (in maniera decisamente rocambolesca e solo grazie alla squalifica delle due Alfa Romeo Racing) da Robert Kubica nel caotico Gp di Germania. Un viaggio imperdibile nel dramma sportivo di una scuderia che fino a poco più di 20 anni fa dominava la scena iridata e che oggi prova con enormi difficoltà a sopravvivere alla F1 dei grandi costruttori.  
    Williams 2019, Robert Kubica vs George Russell

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