GP Arabia Saudita: gli organizzatori rispondono ad Amnesty
Formula 1

La risposta dell'Arabia Saudita alle accuse di Amnesty International


Avatar di Luca Manacorda,

5 anni fa - L'Arabia Saudita replica dopo le polemiche per il nuovo gran premio

Gli organizzatori del GP Arabia Saudita smentiscono le accuse rivolte da Amnesty International circa il nuovo GP di F1

NUOVO APPUNTAMENTO L'introduzione del GP Arabia Saudita nel calendario del Mondiale di F1 a partire dal prossimo anno ha fatto molto scalpore. La notizia è arrivata nel corso di una stagione in cui il Circus si è schierato mai come prima a favore dei diritti umani, in particolare nella battaglia per l'uguaglianza tra persone e contro il razzismo. Proprio per questo, la decisione di concedere una gara a una nazione che sicuramente non brilla in questo aspetto è apparsa subito criticatibile. L'organizzazione Amnesty International ha messo in guardia la F1, spiegando come questa iniziativa rientri in una strategia globale con cui la nazione araba vuole ''lavare'' la propria immagine sfruttando grandi eventi sportivi.

FARSI CONOSCERE La replica a questa accusa è arrivata tramite il principe Khalid Bin Sultan Al Faisal, presidente della Federazione degli sport motoristici dell'Arabia Saudita: ''Non li biasimo, quando non conosci un paese e quando hai una certa immagine di un paese... ricordo me stesso, quando i miei genitori mi dicevano che saremmo andati negli Stati Uniti - soprattutto New York - ero spaventato. Pensavo che mentre camminavo per strada qualcuno mi avrebbe sparato, perché non ero mai stato lì. Quindi so perché non ne sono entusiasti, a causa di molti problemi con i diritti umani e perché non sono mai stati in Arabia Saudita. Ecco perché, ora che ci stiamo aprendo, le persone che verranno in Arabia Saudita vedranno il paese e poi tornando indietro diranno ciò che hanno visto e questo forse farà cambiare idea alle persone''.

Formula E, ePrix Arabia Saudita: appassionati sugli spaltiFormula E, ePrix Arabia Saudita: appassionati sugli spalti

NAZIONE APERTA Negli ultimi anni l'Arabia Saudita ha ospitato diversi eventi sportivi internazionali, con riguardo particolare al motorsport. Prima della F1, infatti, nella nazione sono sbarcati la Formula E e la Dakar. Al Faisal ha aggiunto: ''Uno dei problemi e il motivo per cui avevamo questa cattiva immagine è perché eravamo chiusi, il nostro paese era chiuso. Quindi, aprendo il nostro paese, vorremmo che le persone venissero a vedere chi siamo veramente. Non abbiamo niente da nascondere. Se volessimo lavare la nostra immagine o qualcosa del genere, chiuderemmo il nostro paese, perché non permetteremo di venire a vedere e incontrare la nostra gente''.

VEDI ANCHE




Pubblicato da Luca Manacorda, 28/11/2020
Luca Manacorda
Luca Manacorda
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.

Gli articoli di Luca

Vedi anche