FORMULA USA L'americanizzazione della Formula 1 è una realtà. Il decentramento da Vecchio Continente a Nuovo Continente dello sport motoristico più amato del mondo è solo questione di tempo. Con l'avvento di Liberty Media infatti, sono state fatte scelte commerciali e regolamentari volte a coinvolgere la vasta fetta di popolo statunintense che si nutriva solo a pane e Nascar o IndyCar, e questa strategia sta cominciando a dare i suoi frutti, considerando anche i 120.000 che domenica invaso Austin per assistere al Gran Premio degli Stati Uniti.

FESTIVAL DEI MOTORI Il numero 1 di Liberty, Chase Carey, quando ha acquisito il comando della FOM togliendo la leadership a Bernie Ecclestone, aveva in mente di accrescere la componente "spettacolare" della Formula 1 anche fuori dagli autodromi. Il calendario è salito perciò a 22 gran premi per il 2020 e presto verrà introdotta una nuova tappa americana a Miami. La cittadina della Florida ha già ospitato uno dei tanti F1 Fan Fest, una sorta di circo itinerante che porta gli artisti delle quattro ruote in giro per le strade, come avvenuto anche a Londra, Milano, Chicago, Shanghai, Marsiglia e Los Angeles. E poi sono arrivati i regolamenti 2021, prima vera impronta americana alla Formula 1, che tra budget cap e componentistiche standard avvicina un po' di più la serie "europea" a quelle a stelle e strisce.

OTTIMO SHARE Ma ha funzionato questa enorme operazione sul pubblico americano? Spettatori a parte, i dati che contano sono quelli televisivi. All'inizio del 2018 la Formula 1 è passata dalla rete NBC a ESPN, che ha visto il pubblico delle gare crescere del 20% in media. Grazie a questi risultati il contratto è stato prolungato fino al 2022. La tappa americana, trasmessa domenica in chiaro anche sulla ABC, a goduto di uno share del 9% in più rispetto a quella dello scorso anno e le previsioni per il futuro sembrano essere ancora più rosee. 

ROBERT SORPRESO E la crescita è stata toccata con mano anche dei piloti. Tra i presenti ad Austin c'era Robert Kubica, che già nel 2007 partecipò al GP degli USA che si disputò a Indianapolis. "Non ricordo che la gente fosse molto interessata al tempo" - ha spiegato Kubica - "Mentre questo weekend la gente mi fermava, sapeva chi fossi, volevano una foto e sono rimasto sorpreso. La Formula 1 in America di solito non è popolare, ma forse lo sta diventando, ci sono molti fan delle corse qui e il nostro obiettivo è di cercare di farci conoscere meglio."

PAROLA DI BOSS Sul futuro della Formula 1 in america si è infine espresso anche il boss Carey: "Sicuramente aggiungere una gara negli USA è una cosa di cui abbiamo discusso parecchio e abbiamo un paio di opportunità, qui c'è la possibilità di crescere anche nel settore digitale." E dopo Austin e, probabilmente, Miami, potrebbe essere la volta anche di Indianapolis, che tramite il suo nuovo proprietario Roger Penske ha manifestato l'interesse di tornare in questa nuova F1 dopo i fattacci del 2005, quando la gara fu una farsa con sei sole auto in pista e 14 ritirate per motivi di sicurezza. Insomma, la Formula U...SA è una realtà sempre più concreta.


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