Autore:
Simone Valtieri
Pubblicato il 15/11/2018 ore 15:20

IL RUGGITO DEL LEONE Un leone in gabbia. È così che siamo ormai abituati a vedere Fernando Alonso, e a pensarci un attimo è... delittuoso. Il fatto che uno dei più forti piloti del mondo sia stato relegato per, non una, ma ben quattro stagioni, a lottare a fondo griglia in Formula 1 con una monoposto, la McLaren, non all'altezza del suo blasone, è qualcosa che fa male allo sport motoristico ma anche all'anima di ogni appassionato. Vero è che se questo è accaduto la responsabilità è tutta delle scelte sfortunate e, con il senno di poi, sbagliate del campione spagnolo, ma uno come lui non si può certo accontentare.

TRIPLA CORONA Così, abbandonati i sogni di gloria in Formula 1 (e non è detto che lo abbia fatto per sempre, visto che nel 2020 scadono tanti contratti importanti e tutto potrebbe ancora succedere) Fernando si è concentrato sulla Triple Crown, ossia quel'ideale titolo che è stato conquistato nella storia dei motori solamente dal britannico Graham Hill, e che va al pilota che riesce a vincere le tre corse iconiche del motorsport: il Gran Premio di Monaco (O, in alternativa, il mondiale di F1), la 24 ore di Le Mans e la 500 miglia di Indianapolis.

DUE TERZI DEL CAMMINO Lo spagnolo, attualmente impegnato anche nel Mondiale Endurance (WEC) oltre che in Formula 1, è a due terzi del suo cammino, avendo vinto quest'anno la "Le Mans", e due volte in carriera a Monte Carlo. Alla Indy 500 partecipò nel 2017, ma il motore Honda della sua vettura andò in fumo proprio mentre era nel corso di una bella gara, e il risultato finale era del tutto aperto. Nando ci riproverà nel 2019, quando parteciperà alla 500 miglia di Indianapolis per la seconda volta in carriera e proverà a farla sua. Non sarà facile, ma cosa accadrebbe se dovesse conquistarla? 

NO LIMITS Probabilmente eguagliare il record di Hill non basterà al campione spagnolo, che già questo mese ci darà un assaggio di quello che potrà essere un sorprendente futuro. Ma andiamo per ordine: l'idea c'è, ed è tanto folle quanto affascinante, e magari è maturata negli ultimi quattro anni di rabbia e frustrazioni, passati a guardare i tubi di scarico delle auto in griglia e a vedersele sfrecciare al fianco, impotente, in gara. Per fare la storia bisogna andare oltre i limiti, e chi l'ha detto che la proverbiale corona debba rimanere triplice. C'è un altro mondo là fuori da esplorare e un'altra gara iconica da asaltare: la Daytona 500!

STOCK CAR Parliamo di NASCAR, la categoria americana dedicata alle stock car che affonda le sue radici nell'epoca del Proibizionismo, quando i contrabbandieri di whiskey americano truccavano le proprie auto per farle andare più veloce e sfuggire alla Polizia. Oggi questa serie è una delle più seguite al mondo, la più seguita in Nord America, e la 500 miglia di Daytona ne rappresenta l'apice. Vincerla per Fernando, a patto ovviamente di trionfare anche a Indianapolis, equivarrebbe a fissare un nuovo tetto al motorsport e a riscriverne la storia. Trionfare con automobili così diverse tra loro farebbe di Alonso il pilota più completo della storia e, se non il più forte, di sicuro il più coraggioso.

FOUR IS MEGL CHE THREE E un indizio che questa strampalata idea non sia solamente pane per giornalisti fanfaroni, ce lo da lo stesso Alonso, che il 26 novembre prossimo in Bahrain, sarà al volante di una vettura NASCAR. Lo spagnolo parteciperà a un evento speciale nel quale scambierà la sua auto con quella di Jimmie Johnson, leggenda della serie americana, potendo così provare per la prima volta una stock car, come fecero in passato Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton. E chissà che quest'esperienza non lo convinca a tentare l'impresa. D'altra parte, parafrasando un vecchio spot di gelati, "four is megl che three". 

THE REAL MICHEL VAILLANT E dopo? A quel punto l'unico limite è la fantasia. A un Alonso magari già oltre la soglia dei quaranta, potrebbe piacere fare a sportellate nel WTCR (l'età è solo un numero, Tarquini docet), provare il "futuro" con la Formula E o magari gli sterrati dei rally WRC, anche questo terreno già esplorato prima di lui da gente come Kimi Raikkonen e Valentino Rossi. Ora, però, stiamo veramente straparlando. Anche se ci domandiamo: cosa stuzzica l'interesse dei tifosi più dei sogni, impossibili e improbabili? Perciò l'idea gliela diamo, e alla fine non è altro che la risposta a una strana e affascinante domanda. Vuoi essere un pilota qualunque o un Michel Vaillant? E Alonso è forse il driver che al mondo incarna maggiormente la figura dell'iconico pilota dei fumetti.

PIEDI PER TERRA Dopo esserci fatti trasportare sulle ali della fantasia, occorre però tornare con i piedi per terra, ben aderenti ai pedali di gas e freno. Fernando è un professionista serio, e in quanto tale è abituato ad avere un obiettivo e perseguirlo, prima di passare al prossimo. Per cui per attualmente ci sta che partecipi a un evento come quello del Bahrain, ma il focus sono i prossimi cinque mesi, tutti votati a preparare al meglio la 500 miglia di Indianapolis. Per cui, buona fortuna campione, affinché il tuo sogno americano possa realizzarsi, e perché no, anche raddoppiare...


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