Pubblicato il 15/07/21

GRIGLIA BENESTANTE Sull'attuale schieramento di partenza del Mondiale di F1 troviamo tre figli di uomini d'affari miliardari - Lance Stroll, Nicholas Latifi e Nikita Mazepin - e tre figli di piloti di livello mondiale - Mick Schumacher, Max Verstappen e Carlos Sainz. Una situazione che secondo Lewis Hamilton evidenzia come il Circus sia un campionato irraggiungibile per un giovane pilota di origini più umili, come ha spiegato il britannico nelle scorse settimane: ''Se tornassi al punto di partenza, crescendo in una normale famiglia della classe operaia, non potrei mai essere qui. I ragazzi contro cui si combatte hanno molti più soldi''. Dopo i tanti sacrifici fatti dal padre durante i suoi primi anni di carriera, il sette volte campione del mondo ha potuto beneficiare dell'appoggio della McLaren, che lo ha messo sotto contratto molto giovane per accompagnarlo poi fino al debutto in F1 e al titolo mondiale del 2008.

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LA REPLICA DI CHARLES L'opinione di Hamilton non trova d'accordo Charles Leclerc. Il pilota della Ferrari, nativo di Monte Carlo ma di famiglia più ''normale'' rispetto ai colleghi citati a inizio articolo, ha replicato così in un'intervista a Insider: ''Capisco il punto di vista di Lewis, ma sento che ci sono molto sforzi a riguardo al momento. Lewis sta cercando di aiutare con la Hamilton Commission e sta facendo molto. La Ferrari Driver Academy, ad esempio, sta cercando di aiutare le persone in generale e in tutto il mondo. Per esempio hanno una ragazza (Maya Weug, ndr) nella loro accademia. È sicuramente qualcosa che dovremmo tutti fare meglio, ma credo che ci siano molti sforzi in questa direzione. La strada è ancora lunga, ma si sta andando di sicuro nella direzione giusta''.

L'APPORTO DELLA F1 Anche la F1 sta svolgendo un ruolo in questo tentativo di aprirsi maggiormente anche a chi non ha grosse disponibilità economiche. Mercoledì sono state lanciate delle borse di studio che serviranno per finanziare le spese di soggiorno presso cinque università britanniche e una italiana di 10 studenti, in rappresentanza di alcune minoranze. Per loro sono previsti anche sei stage e due ruoli di apprendistato in F1: ''La F1 è uno sport globale, con fan in tutto il mondo - ha dichiarato a margine il CEO Stefano Domenicali - Vogliamo essere eterogenei come la nostra base di fan ed è per questo che stiamo agendo per garantire che le persone di talento provenienti da gruppi sottorappresentati abbiano le migliori opportunità per entrare e costruire una fantastica carriera in questo sport''.


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