Pubblicato il 28/07/20

PARLA IL PRESIDENTE Dov’è finita la dirigenza Ferrari? Ce lo siamo domandati in molti, specie con il tracollo della SF1000 doppiata e umiliata nell’ultimo gran premio di Formula 1, due settimane fa a Budapest. Evidente, palese, il gap con la Mercedes. Ancora di più, forse, quello con i vertici del recente passato, Montezemolo e Marchionne, così diversi eppure così fisicamente e spiritualmente vicini al Cavallino dopo ogni successo o sconfitta. Il popolo della Rossa ha invocato cambiamenti e prese di posizioni. E se nei giorni scorsi è arrivata la decisione di rinunciare all’organizzazione orizzontale tanto cara all’ex Numero 1 scomparso nell’estate 2018, adesso è stato John Elkann a mettere la faccia su un momento sportivamente delicatissimo per Maranello.

F1 Test Barcellona 2019: John Elkann e Mattia Binotto (Ferrari) guardano in pit-lane la Mercedes

FIDUCIA A BINOTTO Con un po’ di ritardo, certo, ma alla fine i vertici Ferrari sono tornati a parlare. Elkann lo ha fatto però partendo dalla fiducia incondizionata a un punto fermo, attorno al quale deve ruotare tutto il progetto: Mattia Binotto. “Ha preso la guida della Scuderia da un anno – ha spiegato il Presidente sulle pagine odierne de La Gazzetta dello Sporte ha tutte le competenze e le caratteristiche per aprire un nuovo ciclo vincente. Mattia era in Ferrari con Todt e Schumi, sa come si vince… Quest’anno non siamo competitivi anche per errori di impostazione della macchina, ci sono anche debolezze strutturali che ci portiamo avanti da tempo sul piano dell’aerodinamica e della dinamica del veicolo e, in più, abbiamo anche perso potenza motoristica. La realtà è che la nostra macchina non è competitiva, lo si è visto in pista e lo si vedrà ancora. Oggi, però, stiamo mettendo le basi per essere vincenti quando cambieranno le regole nel 2022. Ne sono convinto”.

Sebastian Vettel e Charles Leclerc in pista il 23 giugno 2020 al Mugello con la Ferrari SF71H

PILOTI E TIFOSI Elkann ha poi affrontato la delicata questione dei piloti e della scelta di sostituire Sebastian Vettel con Carlos Sainz: “Abbiamo avuto fuoriclasse come Alonso e Vettel, ma è indubbiamente più difficile ricostruire e chiedere pazienza a chi ha già vinto rispetto a chi ha il futuro davanti a sé. Noi stiamo mettendo le basi per costruire qualcosa di importante e duraturo, e lo dimostra il fatto che abbiamo firmato con Charles un contratto lunghissimo… cinque anni, non era mai successo nella storia Ferrari. Leclerc e Sainz prenderanno casa a Maranello per stare vicino ai nostri ingegneri, la nuova macchina nascerà con loro. I tifosi? Soffrono quanto noi, ma sappiamo che ci sono vicini. Bisogna però essere onesti e chiari, non vinciamo un mondiale costruttori dal 2008 e l’ultimo titolo piloti lo abbiamo conquistato nel 2007. Ci aspetta un percorso lungo, ma anche nel 2000, quando abbiamo aperto quello storico ciclo, venivamo da un digiuno di più di 20 anni. L’importante, ora come allora, è lavorare bene in pista e fuori pista, essere coesi e costruire passo dopo passo la Ferrari che vogliamo”.

F1 GP Ungheria 2020, Budapest: la Ferrari di Sebastian Vettel durante uno dei pit-stop

NUOVE REGOLE Il fatto che Elkann metta nel mirino proprio il campionato 2022 è quasi un segnale di resa non solo per il 2020, ma anche per la prossima stagione. Il 2021, d’altronde, sarà condizionato fortemente dal blocco agli sviluppi imposto per calmierare le spese dopo l’emergenza Covid: “Per l’anno prossimo siamo molto penalizzati perché partiamo male e dobbiamo essere realisti, coscienti delle debolezze strutturali della macchina con le quali conviviamo da un decennio e che il passaggio all’ibrido ha ulteriormente sottolineato. Tuttavia, abbiamo dato l’ok alle nuove regole perché riteniamo giusto che ci sia maggiore competizione all’interno della Formula 1 e non vediamo il budget cap come un limite alla nostra capacità di vincere. Sarà una sfida per gli ingegneri, per i meccanici, per i piloti. Tutti dovranno trovare dentro quei vincoli la forza e la creatività per riportare in alto il Cavallino. Personalmente non ho mai visto negli ultimi 10 anni uno spirito così coeso e forte”.


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