Pubblicato il 14/12/2019 ore 13:00

VELENO OLANDESE Non sono andate giù a Louis Camilleri, amministratore delegato della Ferrari, le dichiarazioni di Max Verstappen al termine del weekend del GP Stati Uniti. L'olandese aveva apertamente accusato la scuderia di Maranello di barare con il motore, rafforzando la sua tesi con le scarse prestazioni della SF90 nell'appuntamento di Austin, segnato dalla direttiva tecnica della FIA in risposta a una richiesta di chiarimento presentata dalla Red Bull.

CAMILLERI NON PERDONA Alla cena di Natale organizzata dalla Scuderia Ferrari con i giornalisti, Camilleri ha commentato così le parole del pilota olandese: "Siamo un’azienda quotata in Borsa, per noi l’integrità è un valore. Rispondere a Verstappen? Il silenzio a volte è più potente delle parole. E poi siamo la Ferrari, perché dare credibilità a un ragazzo di 22 anni? È stato un modo di metterci pressione". Verstappen, il maggior talento della nuova generazione assieme a Charles Leclerc, in passato è stato spesso accostato alla Ferrari per un futuro nemmeno così remoto. Le sue dichiarazioni in Texas potrebbero però aver compromesso definitivamente un suo approdo a Maranello. Alla domanda se Max potrà mai correre in Ferrari dopo questo episodio, infatti, Camilleri ha risposto con un secco "no".

GP Messico 2019, Max Verstappen (Red Bull) e Charles Leclerc (Ferrari)

BINOTTO CONTRATTACCA Anche il team principal Mattia Binotto è tornato sulle presunte irregolarità del motore Ferrari a cui spesso i rivali hanno fatto riferimento: "Siamo stati controllati prima e dopo le nuove direttive della FIA, risultando sempre in regola - ha dichiarato - Gli avversari puntano il dito quando vedono un vantaggio competitivo degli altri. In F1 si gioca su tutti i fronti: mettere sotto pressione un team può essere un modo per distrarre rivali e Federazione. Il regolamento è complesso, tutti cercano di sfruttare al massimo ogni possibilità, non a caso quest’anno ci sono state 40 direttive tecniche di chiarimento. Con il consumo di olio in camera di combustione c’è chi ha vinto dei Mondiali... (riferimento alla Mercedes del 2017, ndr). Ad Abu Dhabi abbiamo rispettato il limite dei 110 chili di benzina per la gara e le misurazioni del flussometro, c’era solo quell’incoerenza nel peso che ha portato a una multa. In caso di irregolarità saremmo stati squalificati".


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