F1 CLASSICS Il mercoledì e il sabato sono i giorni della settimana che gli appassionati di Formula 1 ormai attendono con trepidazione. Anche in fase-2, Liberty Media continua infatti a farci rivedere in “diretta streaming” su Youtube, Facebook e sul sito ufficiale F1.com, i Gran Premi che hanno scritto la storia recente e meno recente del circus. E ci fa viaggiare con la memoria ricordando – o magari scoprendo per la prima volta – un’altra pazza gara del passato, quella vinta dalla Ferrari di Rubens Barrichello a Silverstone nel 2003.
OCCHIO ALL’INVASORE A meno che non siate dei post-millennials, non farete fatica a ricordare di cosa stiamo parlando: una gara condizionata dal caos totale, causato stavolta non dalla pioggia o da un’incidente ma da… Neil Horan. E cioè un ex sacerdote irlandese in kilt che, agitando un cartello con la scritta “La Bibbia ha sempre ragione”, si rese protagonista di una clamorosa invasione di pista che cambiò definitivamente la storia di quel Gp.

LA RIMONTA DI RUBENS Horan venne prontamente placcato da un coraggioso marshal, ma la Direzione gara fu comunque costretta a mandare in pista la Safety Car a neutralizzare la corsa e rimescolare le carte in tavola. E Rubinho, attardato dopo una brutta partenza dalla pole position, si rese protagonista di una entusiasmante rimonta. Non vi diciamo nulla di più, se non che anche questa, online dalle 20.00 di mercoledì 13 maggio, è un’altra delle gare che meritano di essere viste e riviste.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.




