Autore:
Valerio Colombo

IL MOTORE DEL SUCCESSO Sebastian Vettel tiene aperto il Mondiale di Formula 1 conquistando la sua vittoria stagionale, tante quante quelle messe insieme dal suo rivale Lewis Hamilton, in Belgio, sullo storico tracciato di Spa-Francorchamps. Il ragazzo di Heppenheim deve ora recuperare 17 punti in classifica al pilota della Mercedes, ma con il nuovo motore di Maranello sa che è possibile farlo. Grazie alla Power Unit evoluta, Seb ha potuto superare Lewis sulla retta del Kemmel oggi senza grossi problemi, e può sperare di poter replicare un simile scenario anche a Monza, il prossimo fine settimana.

SEB SUPERA ALAIN Nell'ormai tradizionale team radio celebrativo del quale il tedesco si rende protagonista dopo ogni sua vittoria è chiaro a chi Vettel attribuisca il merito del trionfo odierno: "Well done, motoristi!" Poi, intervistato da Martin Brundle subito dopo aver tagliato il traguardo, Seb racconta: "Più vittorie di Prost (52 contro 51), beh... wow! Nel primo giro ho fatto una grandissima partenza, anche se Lewis mi ha spinto un po' all'esterno sapevo che avevo una possibilità più avanti. Ci ho provato come l'anno scorso, ma quest'anno è andata meglio, avevamo meno ala e il tempismo è stato perfetto. Dopo la Safety Car sono ripartito bene, Lewis ha spinto molto soprattutto nella parte finale del primo stint, ma nel secondo sono riuscito a controllare il passo e la situazione è stata sotto controllo, è stato un grande weekend."

HAMILTON NON CI CREDE Di senso diametralmente opposto l'umore di Lewis (per la settima volta sul podio di Spa) che sceso dall'abitacolo non si capacita del passo in avanti fatto dalla Ferrari quest'anno. "Complimenti a Seb, ho fatto tutto il possibile ma credo che non potevo fare di più in questo weekend" - ha esordito il britannico - "Quando mi ha superato quasi non l'ho neanche visto, dobbiamo spingere il più possibile per recuperare il terreno che abbiamo perso. Alla ripartenza pensavo di avere una possibilità ma... hai visto come mi ha superato? Probabilmente l'avrebbe rifatto, hanno trovato qualcosa di magico sulla loro macchina."

FINALMENTE IL PODIO Terzo si è classificato Verstappen, che è giunto per la prima volta a podio nella sua gara "di casa", non solo per l'ingente presenza di fan "orange" al seguito dai vicini Paesi Bassi, ma anche perché in Belgio vi è nato circa 21 anni fa, ad Hasselt, nonostante sia cittadino olandese. "Ho fatto una gara solitaria, soprattutto dopo i primi 10-12 giri, ma all'inizio ho dovuto attaccare e superare un paio di auto" - ha spiegato il pilota della Red Bull, autore di una manovra spettacolre su Ocon - "Poi abbiamo fatto la nostra gara e sono molto contento di aver preso il podio qui. Siamo stati un po' sfortunati in passato a Spa, oggi invece sono molto contento."

CHE SPAVENTO! Un momento saliente della gara è stato sicuramente quello della partenza. Nico Hulkenberg - che a fine GP ammetterà l'errore - è finito lungo con la sua Renault, sbagliando il punto di frenata e colpendo in pieno l'incolpevole Fernando Alonso, che qui in Belgio aveva già avuto guai in passato rischiando grosso con l'allora Lotus di Grosjean che gli sfiorò il casco. Oggi è stato invece lo spagnolo a decollare, impattando contro la Sauber di Leclerc: "La cosa più importante è che non ci sono state conseguenze per Charles" - ha dichiarato il campione di Oviedo - "Oggi abbiamo visto che l'halo è utile. Hulk ha perso il punto di frenata e giocato un po' a Bowling, mi sono reso conto prima dagli specchietti vedendo le ruote bloccate ed ero pronto all'impatto. In passato avevano dato una gara di penalità per incidenti come questo, vediamo cosa decideranno."

JELLA KIMI A pagare le conseguenze dell'incidente al via anche Kimi Raikkonen, colpito dalla Red Bull di Daniel Ricciardo alla posteriore sinistra. L'australiano era senza l'ala posteriore, portata via un istante prima dalla McLaren volante di Alonso, e ha impattato con la Ferrari forandole la gomma e rovinandogli il fondo piatto. "Sono stato colpito da dietro, chiaramente ho danneggiato il fondo e la gomma posteriore e la mia gara è finita lì" - ha sinteticamente spiegato Kimi - "Abbiamo visto nel giro che ho fatto che il DRS continuava ad aprirsi da solo, era impossibile continuare." A Raikkonen è stato chiesto se il ritiro, quando era ormai nelle retrovie, fosse arrivato per preservare il funzionamento del motore in vista di Monza: "No, non c'entra nulla, solo che la macchina era troppo danneggiata" - ha risposto secco.


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