SUCCESSI E GIORNI DIFFICILI Impreziosita da ben cinque successi nella 24 Ore di Le Mans, la carriera da pilota di Emanuele Pirro è stata ricca di soddisfazioni. Da diversi anni, il simpatico romano si occupa anche del difficile ruolo di steward ai gran premi di F1 e, nel 2019, è stato protagonista di una delle decisioni più difficili e discusse delle ultime stagioni. Parliamo ovviamente dei 5 secondi di penalità inflitti a Sebastian Vettel nel GP Canada, determinanti per consegnare la vittoria a Lewis Hamilton che seguiva da vicino la Ferrari del tedesco, reo di essere rientrato in pista in modo non sicuro e di non aver lasciato sufficiente spazio all'accorrente britannico dopo aver tagliato la via di fuga di curva 4.
SOCIAL MEGAFONO DELLA FRUSTRAZIONE Vettel non digerì quella decisione, tanto da compiere il famoso gesto dello scambio dei totem delle prime due posizioni una volta parcheggiata la Ferrari accanti alla Mercedes sotto al podio. Peggiore ancora fu la reazione dei suoi tifosi sui social, con una pioggia di insulti decisamente fuori luogo nei confronti del povero Pirro. Ospite del podcast ufficiale della F1 'Beyond the Grid', Pirro è tornato a quei momenti, descrivendo le sue sensazioni: ''È stato molto spiacevole, in un certo senso ha cambiato la mia vita e anche la mia percezione, ora il mio rapporto con i social media è molto diverso. Mi fa male vedere le persone che si lamentano. Penso che i social media valorizzino l'unica caratteristica che più o meno tutti abbiamo che è la lamentela e la frustrazione. Penso che i social media diano lo strumento a molte persone per esprimere la loro frustrazione, purtroppo non con le conoscenze necessarie per analizzare certe cose e quindi è stato davvero spiacevole''.
DANNEGGIATA LA F1 A ferire Pirro, più degli insulti, il fatto che gli appassionati non abbiano capito il motivo della decisione presa dagli steward quel giorno: ''Ma più che per tutti gli insulti che ho avuto, è stato spiacevole perché è stata una decisione diretta, ma le persone non l'hanno capita e, alla fine della giornata, l'intero mondo della F1 ha perso qualcosa, perché la maggioranza del mondo aveva una cattiva percezione. Quindi alla fine abbiamo dato una decisione a un incidente di gara, e questo stava danneggiando l'intera F1 perché era percepito in modo errato''.

SPORT DEV'ESSERE EQUO Pirro ha così sperimentato sulla propria pelle tutte le controindicazioni del ruolo di ''arbitro'', quando una decisione che ritieni di aver preso rispettando il regolamento viene criticata perché va contro al sentimento della maggioranza degli appassionati: ''Questo mi ha ferito perché amo così tanto lo sport. Ho pensato 'per l'amor di Dio, perché non capiscono che deve vincere chi deve vincere e non chi vuoi che vinca?'. Penso che il mondo intero volesse che Sebastian Vettel vincesse perché stava attraversando un momento difficile, era una storia meravigliosa. Se segni ed è fuorigioco, deve essere fuorigioco. Qualcuno deve prendere la decisione di rendere lo sport equo''. Pirro era stato ospite anche del nostro podcast RadioBox: puoi riascoltarlo a questo link.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.




