Pubblicato il 22/01/21

SCELTA PRECOCE Quando la Ferrari ha comunicato l'ingaggio di Carlos Sainz al posto di Sebastian Vettel, la stagione 2020 era ancora lontana dal suo inizio, posticipato a causa della pandemia di Covid-19. Le valutazioni dei vertici del team di Maranello si sono basate su quanto messo in mostra dallo spagnolo nel corso della stagione 2019, un'annata positiva nel corso della quale il figlio d'arte ha riportato sul podio la McLaren dopo un'assenza di oltre 5 anni, ciliegina sulla torta di un campionato chiuso con un ottimo sesto posto nella classifica Piloti.

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SAINZ IL COMUNICATORE Per Sainz il 2019 è stato l'anno del riscatto, dopo una parentesi in Renault non così positiva come ci si sarebbe aspettati dopo l'addio all'universo Red Bull e il buon debutto nella parte finale del 2017. Mattia Binotto, team principal della Ferrari, ha spiegato su cosa si sono concentrate le attenzioni degli uomini di Maranello prima di optare per il pilota spagnolo: ''Prima di fargli un'offerta, abbiamo ascoltato tutte le sue comunicazioni radio solo per vedere il modo in cui comunicava. Da ciò puoi capire molto su come si approccia ed è molto preciso, credo. È un gran lavoratore, è metodico, è solido e penso che questi fossero tutti componenti importanti per noi''.

VELOCE E IN CRESCITA A dar manforte alla scelta del Cavallino Rampante è poi arrivata una stagione 2020 nel corso della quale Sainz ha confermato le sue qualità, ottenendo più punti rispetto al 2019 (105 contro 96) e conquistando l'accesso alla Q3 in 14 occasioni su 17: ''In gara Sainz è costante, veloce, difende e attacca portando sempre la macchina al traguardo, quindi penso che sia un buon pilota per costruire una buona stagione in termini di punti nel Costruttori - ha aggiunto Binotto - Poi va fatta un'analisi sulla sua velocità. Credo che sia veloce e in questa stagione ha dimostrato la sua velocità nel paragone con Norris, un pilota che già nel 2019 aveva dimostrato di essere molto veloce. Guardando a Carlos, nel 2020 penso che sia stato molto forte nel confronto diretto. Credo che si sia migliorato in qualifica ed è ancora molto competitivo in gara. Perciò è un gran lavoratore. Inoltre è giovane, motivo per cui penso che abbia davanti molti anni di F1 e ha ancora tempo per svilupparsi, non è certamente alla fine della sua carriera''.


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