DEBUTTO NELLE RETROVIE Per Mick Schumacher, l'esordio in F1 sarà giocoforza in tono minore. Per la Haas si prospetta un'annata di transizione, con una monoposto che non presenta novità significative rispetto a quella vista lottare nelle ultime posizioni nel 2020. A ciò si aggiunge il fatto che come compagno di squadra avrà un altro esordiente come Nikita Mazepin e non un pilota esperto da cui poter carpire alcuni insegnamenti. Una situazione che permetterà al tedesco di gareggiare senza l'assillo del risultato, ma che potrebbe non essere troppo formativa per la sua crescita come pilota.
HAAS POCO FORMATIVA A bocciare questa destinazione per Schumacher è stato Bernie Ecclestone, ex CEO della F1 per tanti anni, anche durante il periodo d'oro di papà Michael: ''È un nome che deve essere in F1 - ha dichiarato il britannico al periodico AvD Motor und Sport Magazin - Ma mi spiace un po' per lui, perché ha grandi qualità con cui potrebbe ottenere di più con altre persone rispetto a quelle con cui sta ora. Non sono sicuro che possa imparare così tanto lì. Non avrò nessuno che gli possa insegnare molto. È da solo''.

LA DESTINAZIONE IDEALE Secondo Ecclestone, per la stagione d'esordio di Schumacher ci sarebbe dunque voluto un altro team e il novantenne ha anche le idee ben chiare su quale in particolare: ''La squadra perfetta per Mick sarebbe un team come la Red Bull che ha le capacità per vincere le gare e persone che possono supportarlo adeguatamente. La sua prestazione in F2 è stata fantastica, ma non sarà così facile da replicare con la sua attuale squadra''.
PROBLEMI DI PESO L'altro lato della medaglia di correre in un team con poche pressioni - e poche aspettative - come la Haas è rappresentato dai commenti negativi che potrebbero accompagnare risultati poco nobili: ''Ha già un grosso problema - ha osservato Ecclestone - Ha il peso di un grande nome che deve portare. La gente dirà: 'Non è bravo come il padre'. Adesso avrà un handicap ancora maggiore con la vettura che guida. Ma a volte anche queste cose vanno bene, a volte hai delle difficoltà e poi ti sviluppi''.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la partecipazione a Reazione a catena, programma di Rai 1 dove la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, che si narra sia nascosta in un baule sepolto nel Nordest d'Italia. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



