RIMPIANTO ROBERT Le cose sarebbero forse andate diversamente, senza quel maledetto incidente al rally ronde di Andora. Parliamo di Robert Kubica e di una carriera di pilota di F1 di altissimo livello stroncata in un banale pomeriggio a pochi giorni dai primi test della stagione 2011. A confermare che, senza quel drammatico incidente nei rally, la storia avrebbe potuto essere ben diversa, in un’intervista a Sky Sport, l’ex team principal della Ferrari, Stefano Domenicali.

KUBICA IN FERRARI? Robert, all’epoca, era un pilota sotto contratto con la Renault dopo gli esordi e la prima vittoria in Bmw Sauber. È cosa nota però come ci fossero stati ammiccamenti per portare il talentuoso polacco a Maranello. “Prima dell’incidente – ha spiegato Domenicali – Robert era un pilota di livello altissimo. Mi chiedete se sarebbe diventato il compagno di Alonso nel 2012? Sarebbe stato di sicuro divertente…”. La storia poi, come sappiamo, è andata diversamente con Kubica impegnato in un lungo processo di riabilitazione fisica culminato con il ritorno in Formula 1, ma solo sulla sgangherata Williams fanalino di coda, otto anni dopo l’incidente.

VETTEL 2020 L’attuale Ceo di Lamborghini ha poi analizzato la situazione di Sebastian Vettel in Ferrari, con il tedesco chiamato a un 2020 convincente per battere l’agguerrita concorrenza del compagno di squadra Charles Leclerc: “Credo che Seb sarà preparato per questa sfida. Certo, emozionalmente e in termini di energie, deve essere difficile mantenere il controllo in una situazione ricca di incertezze come questa. Ma dopo tutte le critiche e le stagioni complicate, sono sicuro che vorrà dimostrare di che pasta è fatto. È ancora un grande campione e Binotto ha già detto che sono iniziate le negoziazioni per il rinnovo, quindi sono sicuro che Vettel giocherà tutte le sue carte”.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.



