Pubblicato il 25/09/20

SOSTITUZIONE PREVISTA La notizia circolata in settimana ha trovato conferma durante il weekend del GP Russia: Stefano Domenicali prenderà il posto di Chase Carey a partire da gennaio del 2021, diventando Presidente e CEO della F1. L'ingegnere italiano, 55 anni, è reduce dall'esperienza nel gruppo Audi e in particolare alla guida della Lamborghini, della quale è stato Presidente e amministratore delegato negli ultimi 4 anni, ottenendo risultati straordinari. Dopo aver superato il miliardo di fatturato nel 2017, le vendite hanno continuato a crescere trainate anche dal successo del SUV Urus, fino al picco di 8.205 vetture consegnate nel 2019.

RITORNO NEL CIRCUS Dal dicembre del 2014 Domenicali è stato anche presidente della Commissione monoposto della FIA, organo incaricato di studiare l'evoluzione delle vetture da pista per conto della Federazione: ''Sono entusiasta di entrare a far parte dell'organizzazione della Formula 1, uno sport che ha sempre fatto parte della mia vita - ha dichiarato Domenicali - Sono nato a Imola e vivo a Monza. Sono rimasto in contatto con lo sport attraverso il mio lavoro con la Commissione monoposto della FIA e non vedo l'ora di entrare in contatto con i team, i promotori, gli sponsor e molti partner in Formula 1 mentre continuiamo a portare avanti il ​​business. Gli ultimi sei anni in Audi e poi alla guida di Lamborghini mi hanno dato una prospettiva ed esperienza più ampie che porterò in Formula 1''.

NOSTALGIA FERRARI Con il ritorno di Domenicali in F1 nelle vesti di Presidente e CEO, sono ben tre i protagonisti dell'epoca d'oro della Ferrari di inizio millennio ad occupare posizioni di comando ai vertici del Circus. Oltre all'italiano, infatti, troviamo Ross Brawn nel ruolo di direttore sportivo della F1, mentre Jean Todt è il presidente della FIA. Quando Michael Schumacher e il team di Maranello vincevano titoli a ripetizione, Domenicali era prima Team Manager e poi direttore sportivo, Brawn era il direttore tecnico e Jean Todt il team principal. Nel 2006, con il ritiro di Schumacher, anche Brawn salutò il Cavallino Rampante, mentre per Todt e Domenicali arrivarono altri tre titoli iridati nel biennio 2007-2008, uno tra i piloti con Kimi Raikkonen e due Costruttori. Nel 2008 il francese divenne amministratore delegato Ferrari, lasciando a Domenicali il ruolo di team principal. Ruolo mantenuto fino al 2014, sfiorando il titolo Piloti con Felipe Massa nel 2008 e con Fernando Alonso nel 2010 e 2012, prima di rassegnare le dimissioni nell'annus horribilis 2014.

F1, GP Brasile 2008: Felipe Massa, Stefano Domenicali e Kimi Raikkonen (Ferrari)

UN AIUTO PER IL CAVALLINO? Non è detto che questo trittico di ex ferraristi possa effettivamente essere d'aiuto per il team di Maranello, sprofondato in una crisi di cui per il momento non si riesce a intravvedere la fine. D'altronde Brawn è anche un ex Mercedes, protagonista attivo nel discusso episodio del test privato organizzato con Pirelli a Barcellona nel 2013, mentre Todt è pur sempre il presidente di quella FIA che con la Ferrari ha raggiunto questo inverno un accordo che ha azzoppato le prestazioni del Cavallino Rampante. In precedenza, tra i possibili candidati al ruolo che fu di Bernie Ecclestone era molto gettonato il nome di Toto Wolff, boss del team Mercedes AMG dominatore delle ultime sette stagioni di F1: da questa prospettiva, l'arrivo di Domenicali è sicuramente una buona notizia per la Rossa.


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