Pubblicato il 13/12/20

MAI BANALE Non è mai stato una persona dalle dichiarazioni banali il buon Bernie Ecclestone, ex Supremo della F1 prima dell'arrivo degli americani di Liberty Media. Il britannico ha spesso fatto dichiarazioni che hanno scatenato polemiche e critiche, ma non per questo ha mai cambiato rotta. Figuriamoci ora che, 90enne e incredibilmente neopapà, non occupa più ruoli istituzionali. E così le sue opinioni su alcuni dei temi dell'odierna F1 sono ancora una volta fonte di discussione.

PROBLEMA ITALIANO Questa volta l'occasione è una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Stampa. Uno degli argomenti trattati è, inevitabilmente, l'attuale situazione della Ferrari. Il Cavallino Rampante è reduce da un 2020 molto deludente e contraddistinto da una serie di cambiamenti in figure chiave: dopo la sostituzione di Sebastian Vettel con Carlos Sainz decisa già a inizio anno ed effettiva a partire dal 2021, nelle ultime settimane sono arrivati prima la partenza di Simone Resta verso la Haas e poi le dimissioni del CEO Louis Camilleri. Il parere di Ecclestone a riguardo è tranciante: ''Ho sempre creduto, scusi se glielo dico, che il problema siano gli italiani: vogliono tutti comandare e hanno le loro idee. Non dico che si debba mandarli via come si fa con i corrotti, ma bisogna tirare dentro tedeschi, francesi, inglesi, gente che pensa in maniera diversa. Quello che accadde con Jean Todt è emblematico: gli italiani non lo volevano. Li convinsi io a prenderlo, poi le cose andarono per il verso giusto''.

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SERVE UN MANAGER Individuato quello che secondo lui è il problema principale, Ecclestone fornisce anche le sua soluzione. Un vecchio pallino del britannico è il suo ex amico Flavio Briatore, più volte consigliato alla Ferrari. Parlando della difficile posizione di Mattia Binotto, il 90enne ha dichiarato: ''È in una posizione molto scomoda. Non so se abbia mai voluto davvero diventare team principal. È un ingegnere e si è sempre occupato di questioni tecniche. Quello di cui c'è bisogno a Maranello è di un bravo manager che piazzi le persone giuste nei posti giusti. Tre anni fa ho pensato che Flavio Briatore sarebbe stato l'uomo ideale per dirigere la Ferrari. Ha fatto molto bene con Benetton e Renault, ha buone idee, sa scegliere le persone e non è un politico. Oggi è troppo occupato nelle sue aziende. Andava contattato prima''.

BENE LECLERC MA... Infine, l'analisi di Ecclestone si conclude con un pensiero su Charles Leclerc, pilota su cui a Maranello hanno puntato forte per i prossimi anni. Il britannico stima il giovane monegasco, ma conclude con un commento che non si capisce bene se sia rivolto alle capacità del ragazzo o a ciò che potrà offrirgli la Ferrari: ''Ha fatto bene e continuerà a fare bene, ma non credo che vedremo nulla di spettacolare''.


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