Pubblicato il 03/03/2020 ore 11:30

DUE SETTIMANE Se dall'Australia giungono buone notizie in vista del primo appuntamento del Mondiale 2020 di F1, si fa decisamente più complicata la situazione in vista del GP Vietnam. In risposta all'emergenza legata alla diffusione del coronavirus, il governo ha infatti deciso di imporre una quarantena obbligatoria di 14 giorni ai viaggiatori provenienti da Cina, Corea del Sud, Iran e soprattutto Italia. Questo rende di fatto problematica la situazione per Ferrari, Alpha Tauri e Pirelli, nonché per il personale che la scuderia italiana fornisce ad Alfa Romeo e Haas per seguire la parte relativa alle power-unit.

POSSIBILE SOLUZIONE Il Vietnam è a sua volta alle prese con un focolaio di Covid-19: 16 casi sono stati confermati in un villaggio vicino ad Hanoi, capitale del paese asiatico nonché sede del gran premio di F1. La prima edizione del GP Vietnam è prevista per il prossimo 5 aprile e, a differenza di altri eventi posticipati o annullati, è stata confermata: una soluzione per raggirare la quarantena potrebbe essere quella di non far rientrare in Italia il personale dopo il GP Bahrain, in programma due settimane prima. Una scenario possibile, ma che ovviamente complicherebbe piani lavorativi e vite private di persone che stanno iniziando il loro personale giro del mondo con il viaggio verso Melbourne.

NO A UNA GRIGLIA DIMEZZATA Di sicuro, appare poco realistico che la F1 decida di correre in Vietnam nel caso in cui Ferrari e Alpha Tauri siano impossibilitate a partecipare. Franz Tost, team principal del team di Faenza, ha definito un'ingiustizia un avvio di stagione senza la partecipazione di tutte le squadre.


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