Autore:
Salvo Sardina

FANALINO DI CODA Nella passata stagione hanno chiuso da fanalino di coda della classifica costruttori. Con un solo punticino all’attivo, portato a casa da Robert Kubica nel rocambolesco Gp di Germania, la Williams è addirittura riuscita nell’impresa di far peggio rispetto al 2018. In vista della nuova stagione l’obiettivo è quantomeno quello di riavvicinarsi alle altre monoposto di centro gruppo e, anche se sembra ancora presto per capire se la storica scuderia inglese sarà in grado di sovvertire i pronostici, se non altro l’inizio dell’anno ha portato buone notizie. Al contrario di quanto accaduto nel gennaio scorso, infatti, la FW43 ha superato al primo tentativo i crash test: una piccola, ma sostanziale, iniezione di fiducia per dimenticare più in fretta possibile il 2019. Ciononostante, non tutti prospettano un futuro roseo per il team di Grove…

F1, Martin Brundle (a sinistra) con David Coulthard

BRUNDLE VS CLAIRE Tra gli scettici c’è l’ex pilota di Formula 1, oggi apprezzato opinionista e commentatore per Sky Sports, Martin Brundle. “Vorrei chiedere a Claire Williams – ha tuonato sulle pagine di Motor Sport Magazine l’inglese, che la Williams in carriera l’ha anche guidata nel 1988, per sostituire nel Gp del Belgio il titolare Nigel Mansell (foto sopra) – di andare… al piano di sopra. Di ritagliarsi un ruolo più di tipo presidenziale che non operativo. E di prendere come team principal qualcuno alla Andreas Seidl (l’ingegnere-manager ex Porsche che ha saputo risollevare le sorti della McLaren in una sola stagione di lavoro a Woking, ndr) e dargli la più totale autonomia. In Formula 1, il successo si ha guardando al domani e non a ieri”.

VERSO IL 2020 Nonostante le critiche, tuttavia, la vice-team principal – formalmente il boss è ancora il mitico Frank, padre di Claire e fondatore del team, provato però dall’età e da una condizione fisica che non gli consente di vivere a stretto contatto con la squadra – prosegue sulla sua strada. Ed esulta per la piccola vittoria nei crash test della Fia: “Uno dei primi segnali di successo è che abbiamo superato tutti i crash test, la maggior parte dei quali subito al primo tentativo al contrario di quanto accaduto lo scorso anno, quando avevamo fallito alcune prove addirittura dopo sei tentativi! Stavolta avevamo un piano d’emergenza quindi, se qualcosa fosse andato storto, ci saremmo trovati coperti. Nel 2019, l’aver iniziato troppo distanti dai rivali ci ha posto in una situazione negativa pressoché irrimediabile per tutto il resto della stagione. E il ritardo si è accumulato già dai crash test, perché dovevamo occuparci di quelli piuttosto che delle performance della macchina. Quindi, passarli subito è stato un grande successo per il nostro inverno”.

Williams 2019, Robert Kubica vs George Russell

OBIETTIVICi siamo fissati target – ha proseguito Claire Williamsmolto difficili da raggiungere, soprattutto sul piano delle performance aerodinamiche. Le cose per adesso stanno andando bene e ovviamente speriamo di poter essere pronti in tempo per i test precampionato, se non prima. Sono assolutamente convinta che ci riusciremo. Come ho sempre detto, sarà un’avventura. Dobbiamo solo aspettare febbraio per capire realmente dove saremo. Ma stiamo facendo progressi e sono certa che ne faremo ancora altri, anche se è difficile dire adesso quale sarà il nostro livello nella prossima stagione. Non sappiamo cosa stanno facendo i nostri competitor”.


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