Autore:
Simone Dellisanti

MONZA ALLA POTENZA Questo fine settimana andrà in scena il Gran Premio d'Italia 2018 e se già non vediamo l'ora di assistere alla 14esima tappa del Mondiale di Formula Uno 2018, ci hanno ben pensato Pirelli e Brembo ad aumentare il nostro hype, svelandoci alcuni segreti del Circuito di Monza.

I SEGRETI DELLE MESCOLE Dalla Pirelli ci fanno sapere che il “Tempio della Velocità” brianzolo non è stato mai particolarmente affamato di pneumatici. Pirelli, ha messo a disposizione per i piloti e per i team gli pneumatici P Zero White medium, Yellow soft e Red supersoft: gli stessi colori scelti nelle ultime due edizioni del Gran Premio d’Italia, con la differenza che quest’anno le mescole sono più morbide di uno step rispetto al 2017. Lo scorso anno una strategia alternativa soft-supersoft ha aiutato Daniel Ricciardo, 4° al traguardo, a recuperare ben 12 posizioni rispetto alla partenza dopo una penalità in griglia. Le monoposto attuali metteranno a dura prova gli pneumatici Pirelli solo in due circostanza particolari, nelle staccate dopo il lunghi rettilinei del Circuito e nella percorrenza delle curve in appoggio nella seconda parte del tracciato, dove le monoposto di Formula Uno percorreranno i tornanti a velocità davvero elevate. Sarà molto interessante vedere quale effetto avrà questo fattore sull'usura generale delle mescole, in una gara in cui negli ultimi anni quasi tutti i piloti hanno optato per un solo pit stop.

FRENA CHE TI PASSA I tecnici Brembo ci permettono di analizzare in modo più certosino e tecnico le frenate che compongono il circuito di Monza, facendoci sapere che: tre anni fa a Monza le monoposto più veloci giravano in qualifica a 250 km/h di media sul giro, mentre quest’anno potrebbero superare i 260 km/h. La presenza di poche frenate, ma tutte violentissime, si traduce in una decelerazione media sul giro di 5,6 g: la staccata meno impegnativa, alla curva 7 (la Seconda Curva di Lesmo), comporta infatti una decelerazione di 5,1 g, soglia mai raggiunta in nessuna delle curve dei GP disputati quest’anno. Dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascun pilota esercita un carico totale sul pedale del freno di 56 tonnellate. In pratica, ogni giro lo sforzo in frenata è superiore a 1.050 kg e ciò richiede una grande preparazione fisica, indispensabile anche per affrontare le accelerazioni laterali nei curvoni. La più frenata più dura per l’impianto frenante è l’ultima, prima del traguardo, quella che immette nella Parabolica: le monoposto vi arrivano a 314 km/h e scendono a 205 km/h in soli 72 metri, due terzi dell’altezza del Duomo di Milano. Per riuscirci i piloti frenano per 1,22 secondi esercitando un carico di 211 kg sul pedale del freno ed affrontando una decelerazione di 6,7 g. Impressionante anche la frenata alla curva 4 la variante della Roggia, da 326 km/h a 117 km/h in appena 2,37 secondi e 127 metri: il carico sul pedale è di 176 kg e la decelerazione massima di 5,7 g, valore massimo di protezione garantito venti anni fa dalle tute aeronautiche dei piloti di caccia. In valori assoluti invece la frenata più lunga è quella alla prima curva: 140 metri necessari per scendere da 320 km/h a 84 km/h. Il tutto in appena 2,60 secondi grazie ad un carico sul pedale di 165 kg.


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