Pubblicato il 03/07/20

ANNOSA QUESTIONE Parte la stagione 2020, ma si continua a parlare del 2019. In particolare, al centro delle attenzioni dei team principal avversari rimane l'intesa raggiunta tra FIA e Ferrari dopo le indagini dei tecnici della Federazione sul funzionamento della power-unit del team di Maranello nella passata stagione. Le conclusioni e i dettagli dell'accordo, comunicato in maniera fumosa al termine dei test invernali di Barcellona, non sono mai stati resi pubblici e questo ha fatto infuriare le altre scuderie, convinte che il motore del Cavallino Rampante avesse qualcosa di irregolare.

PROMOZIONE DEL SOSPETTO Nella consueta conferenza stampa del venerdì, che vede protagonisti i responsabili delle scuderie, l'argomento è tornato alla ribalta. Chris Horner, team principal della Red Bull, ha spiegato: ''Questo accordo non fa altro che promuovere il sospetto che ci siano accordi privati su legalità e conformità. La cosa migliore sarebbe metterlo sul tavolo in modo che tutti vedano cosa l'accordo comprende. La FIA ha affermato di essere disposta a farlo. Sarebbe bello se la Ferrari fosse disposta a fare lo stesso, tutti si chiuderebbe''.

F1, GP Austria 2020: Zak Brown (McLaren), Toto Wolff (Mercedes) e Chris Horner (Red Bull)

GLI AVVERSARI CHIEDONO I DETTAGLI Jean Todt, presidente della FIA, in passato aveva spiegato che da parte della Federazione non c'erano remore a diffondere i dettagli richiesti dagli altri team, ma che ciò non era possibile senza il via libera della Ferrari. Zak Brown, CEO della McLaren, ha sottolineato questo aspetto: ''Nel trasparente mondo odierno, sarebbe bello capire quale fosse il caso, ma non sembra che questo arriverà dalla Ferrari prossimamente''. Toto Wolff, boss della Mercedes, ha aggiunto: ''Il buon governo è estremamente importante. Potrebbe essere stata una buona gestione da parte della FIA, ma se non sai cosa è successo è difficile giudicare''.

LA RISPOSTA FERRARI A rispondere alle richieste degli avversari è stato il team principal della Ferrari, Mattia Binotto. L'ingegnere svizzero, intervistato nella seconda parte della conferenza in compagnia di Franz Tost (Alpha Tauri) e Cyril Abiteboul (Renault), ha spiegato i motivi che spingono la Ferrari a non rivelare i dettagli dell'accordo: ''La risposta è semplice. Si tratta di riservatezza, protezione della proprietà intellettuale, e questo è il motivo per cui non ci interessa condividere i dettagli''.


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