Pubblicato il 11/03/2020 ore 11:30

RISPOSTA PERSONALE Così come sollecitato dai sette team (Mercedes, Red Bull, McLaren, Renault, Racing Point, Alpha Tauri e Williams) che hanno scritto una lettera di protesta, Jean Todt ha risposto sul discusso accordo tra la FIA e la Ferrari raggiunto al termine delle indagini sulla power-unit del Cavallino Rampante. Helmut Marko aveva indicato proprio l'11 marzo come termine ultimo per ricevere una replica dalla Federazione. Già lo scorso 8 marzo, era giunta da Parigi una risposta scritta dettagliata che spiegava l'operato del massimo organo del motorsport internazionale.

FIA E LIBERTY ERMETICHE Todt, ex team principal della Ferrari e ora a capo della FIA, ha scritto: ''Il presidente ha informato e consultato diversi altri funzionari chiave della FIA, nonché il CEO della F1, con l'obiettivo di creare un consenso sul modo migliore di affrontare il caso'' ha specificato il presidente della FIA. Un breve chiarimento è arrivato anche da Liberty Media via Chase Carey, ossia il già citato CEO del Circus: ''Liberty Media non ha svolto nessun ruolo nell'accordo''.

Cyril Abiteboul (Renault)

COMPRENDERE L'ACCORDO Per i team ribelli, è stato Cyril Abiteboul l'ultimo a parlare per spiegare i motivi della protesta. Il boss della Renault ha dichiarato: ''Non siamo contro la Ferrari. Quello che vogliamo è comprendere appieno le sfumature di come funziona lo sport in cui operiamo. Vogliamo sapere esattamente cos'è dal punto di vista tecnico, semplicemente per assicurarci di non fare la stessa cosa e quale regolamento ha portato a questo accordo. Vogliamo sapere cosa c'è nell'accordo. Quali sono i termini e le condizioni? Ci sentiremmo tutti molto più a nostro agio una volta studiata questa storia''.


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