Pubblicato il 28/08/20

RIDURRE IL CARICO Pirelli e Federazione Internazionale sono al lavoro, insieme a Liberty Media, per modificare leggermente i regolamenti 2021. Se, da un lato, l’emergenza coronavirus ha imposto un giro di vite sullo sviluppo delle macchine al fine di contenere i costi, dall’altro il rinvio della tanto attesa rivoluzione tecnica impone l’utilizzo delle stesse gomme per il terzo anno consecutivo. Una situazione, questa, assolutamente inusuale: se di solito la Pirelli aveva sempre sviluppato una nuova gomma all’inizio di ogni campionato, nel 2020 i team hanno votato per il mantenimento delle stesse mescole dello scorso anno che, a causa della pandemia (che ha rimandato al 2022 il debutto delle gomme da 18 pollici), ritroveremo in pista anche nel 2021. Nonostante le limitazioni imposte per ridurre le spese, il fatto che i progettisti riescano sempre a trovare il modo per incrementare il carico aerodinamico (e, quindi, la velocità in curva) rende necessario un intervento normativo per salvaguardare gomme originariamente sviluppate per le monoposto di due anni prima.

F1 GP Ungheria 2020, Budapest: le gomme P-Zero Pirelli in pista

(NON È) QUESTIONE DI SICUREZZA Insomma, questioni di sicurezza che permettono alla Federazione di intervenire sui regolamenti in corso d’opera, senza preavviso né accordo unanime con i team: le modifiche, già illustrate nei giorni scorsi alle squadre, dovranno dunque solo essere ratificate dal World Motor Sport Council della Fia. Questioni di sicurezza, sì, ma non legate intrinsecamente alla bontà del prodotto fornito da Pirelli, che ha comunque reagito ai problemi visti a Silverstone alzando le pressioni minime per garantire maggiore tenuta strutturale. “Le auto e le gomme – spiega il delegato tecnico Nikolas Tombazis, presente nella consueta conferenza stampa Pirelli del venerdì pomeriggio – sono un’entità unica, lavorano insieme. Gli pneumatici non sono pericolosi in sé, ma è vero che nel 2021 avremo lo stesso prodotto per il terzo anno di fila, e questo non è usuale. I team trovano sempre più carico aerodinamico e le macchine sono diventate anche più pesanti, mentre le gomme sono rimaste quelle del 2019. E questo è il motivo per cui si è deciso di intervenire a livello regolamentare”.

F1 GP Spagna 2020, Barcellona: Charles Leclerc (Ferrari)

PIRELLI SODDISFATTAPossiamo testare alcuni prototipi nelle prove libere dei weekend di gara – aggiunge in proposito il responsabile motorsport Pirelli, Mario Isola – però è chiaro che non si possono ottenere gli stessi risultati che si hanno nelle giornate di test dedicate alle gomme. Faremo del nostro meglio per adattare e migliorare le P Zero attuali, ci sarà qualche piccola modifica. Le gomme fornite quest’anno sono comunque sicure, possiamo reagire all’aumento del carico incrementando la pressione di gonfiaggio”. Correre con pressioni più elevate comporta però il riaffiorare di effetti collaterali che l’azienda milanese aveva lavorato per risolvere, come il blistering frutto del surriscaldamento della mescola: “Crediamo che sia nell’interesse dello sport, anche nell’ottica di avere gare migliori, usare pneumatici con pressioni ridotte. Per questo siamo felici di lavorare insieme a Fia e Formula 1 in questa direzione”.

Mario Isola (Pirelli)

QUALI MODIFICHE? Ma quali sono le modifiche decise dalla Fia per ridurre il carico aerodinamico portandolo a un livello che si calcola ridotto di circa il 10% per tornare dunque sui valori simili a quelli del 2019 sui quali erano stati originariamente progettati gli attuali compound? Oltre alla già concordata semplificazione delle estremità del fondo, che non potranno più presentare i caratteristici tagli e canali per convogliare i flussi d’aria, i team dovranno ridurre ulteriormente la funzione aerodinamica delle prese d’aria dei freni – oggetto del contendere nel caso Racing Point – e portare in pista un diffusore semplificato. Queste tre, dunque, le aree di intervento che dovrebbero impedire alla normale evoluzione aerodinamica di raggiungere nel 2021 gli attuali livelli di downforce. E che dovrebbero consentire a Pirelli, con piccole modifiche delle attuali mescole, di abbassare nuovamente le pressioni minime di gonfiaggio.   


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