Autore:
Andrea Minerva

LE PAGELLE Il 66° Rallye di Sanremo si è appena concluso regalando emozioni a non finire, compresa una ultima prova speciale che rimarrà nella storia di questa gara, sia per le condizioni meteo proibitive, pioggia e nebbia dopo una partenza soleggiata, sia per il sorpasso di Craig Breen nei confronti di Simone Campedelli avvenuto proprio al termine dei 34km e 450 metri della “Testico-Colle d’Oggia”. Una impresa epica quella compiuta dal nordirlandese del team Metior, partito a inizio prova con un ritardo di 11 secondi da Campedelli e ritrovatosi alla fine primo della classifica generale dopo aver rifilato un distacco di 15 secondi e 3 decimi al diretto rivale. Ora, come da tradizione del post gara, le pagelle dedicate ai protagonisti di questo 66° Rallye di Sanremo.

CRAIG BREEN: “Highlander” e “Braveheart” , tutto in un solo pilota. Il passaporto nordirlandese aiuta a calarsi meglio in questi ruoli. I segnali di un ottimo stato di forma si erano già manifestati  nel corso dello shakedown, prima che il rally prendesse il via. Parte anche bene, va in testa dopo la seconda prova speciale ma da lì in avanti accusa il ritmo di Campedelli che diventa imprendibile per chiunque. Breen confida nella fase notturna della gara per sbaragliare tutto e tutti ma “le prende” da Campedelli anche sotto il cielo metà nuvole e metà stelle. Però non molla, assecondato da un set up abbastanza equilibrato della Skoda Fabia R5 insiste e insiste ancora, fino al capolavoro nei 34km e 450 metri finali. La scelta degli pneumatici da asciutto e di un assetto di conseguenza adeguato a questa opzione paga tantissimo, ma Breen ci mette tanto del suo, così come il copilota Paul Nagle (ex copilota di Kris Meeke). Coraggio, velocità, talento e l’esperienza di un pilota che fino allo scorso anno partecipava al Campionato Mondiale rally Wrc. VOTO: 9

SIMONE CAMPEDELLI: Sembrava fatta, era quasi fatta. Ma il meteo bizzoso che ha connotato l’intero weekend di gara restava una variabile impazzita. Fatal fu così l’ultima prova speciale, una sorta di girone Dantesco che ha condannato Campedelli alla seconda posizione dopo che il pilota romagnolo della Orange1 Racing aveva sfruttato al meglio la sua Ford Fiesta R5 vincendo cinque prove speciali e controllando con discreta sicurezza gli avversari più vicini. Di questo “Sanremo” restano il capolavoro nelle prove “notturne” e una grande amarezza: sembrava fatta, e invece no. La vittoria, come al “Ciocco” era decisamente vicina, ma evidentemente bisognerà lavorare ancora. Campedelli resta uno dei principali favoriti per il Titolo tricolore. VOTO: 8

GIANDOMENICO BASSO: Dopo la vittoria al Rally del Ciocco tutti si aspettavano “Giando” ancora sugli scudi, se non altro continuamente in lotta per la vittoria nella sfida sull’asfalto rivierasco. Ma non è andata così. Il terzo posto finale non è certo da buttare via, ci mancherebbe, ma va considerato positivo più che altro in ottica campionato, meno sulla singola prestazione. Le motivazioni di un rendimento non al top vanno ricercate nella ancora limitata conoscenza di Basso rispetto alla Skoda Fabia R5; quando le condizioni della gara sono così rapidamente mutevoli non è semplice per nessuno trovare sempre e subito il miglior set up, soprattutto se i riferimenti del passato sono una pagina completamente bianca. Nel frattempo, il “Giando” resta il leader del Cir 2019. VOTO: 7

LUCA ROSSETTI: Insomma, così e così. Il quarto posto con la C3 R5 di Citroen Italia non scatena certo entusiasmi. E non è solo per il risultato in sé e per sé, ma “Rocs” non vince nemmeno una delle dieci prove speciali in programma. Pazienza, direte voi, certo, ma ad oggi il limite della neonata C3 R5 non è forse ben noto nemmeno al team del Double Chevron e questo elemento potrebbe risultare invece indispensabile per lo sviluppo di un progetto che soffre ancora, è piuttosto evidente, di qualche problema di gioventù. Il campionato è abbastanza lungo, certo, ma là davanti gli avversari spingono forte e urge da parte di Rossetti e Citroen un acuto immediato, già a partire dalla prossima gara, il “Targa Florio” nel weekend dal 9 al 12 maggio. VOTO: 6

ANDREA CRUGNOLA: Fortissimo al “Ciocco” fino al ritiro per noie tecniche, al Rallye di Sanremo le cose non vanno invece per il verso giusto, da subito. Il pilota di Varese “litiga” con l’assetto della Vw Polo Gti R5, e la testimonianza sta tutta nei risultati altalenanti, prova dopo prova. Il colpo da KO patito da Crugnola è quello della terza prova, la “Bignone”, al termine della quale si ritrova ad oltre 26 secondi dalla testa della gara. Per tutto il rally continua a prevalere un ritmo a corrente alternata da imputare, anche in questo caso, alla ancora scarsa conoscenza della Polo Gti R5. Nell’ultima prova Crugnola gioca il jolly optando per le gomme da bagnato, ma la pioggia vera e propria arriva solo nei km finali, troppo tardi. Dopo il ritiro del “Ciocco” questo 5° posto è una pietra pesante per le possibili ambizioni “tricolori”. VOTO: 5,5


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