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Volkswagen Amarok


Avatar di Luca Cereda , il 04/12/09

11 anni fa - Parla tedesco, ma è nato in Argentina. Vw lancia il suo pick-up medio, che arriverà in Italia nella seconda metà del 2010. Sotto il cofano, un motore diesel dalla coppia poderosa.

Parla tedesco, ma è nato in Argentina. Vw lancia il suo pick-up medio, che arriverà in Italia nella seconda metà del 2010. Sotto il cofano, un motore diesel dalla coppia poderosa.

DER PICKUPPEN Se il pick-up parla tedesco si chiama Amarok. Il nome duro da pronunciare fa eco a un aspetto solido ma non grezzo, da veicolo pensato per quegli angoli di mondo dove il pick-up è qualcosa più di un mezzo da lavoro. Passati i fuochi di San Silvestro, debutterà in Sud America, sua madrepatria. Poi sarà la volta di Sud Africa, Australia, quindi Europa (nella seconda metà dell'anno nuovo) e infine Italia, a conclusione del 2010. Tra le motorizzazioni disponibili ci sarà anche un duemila TDI da 163 cavalli e una coppia poderosa.

MEDIO GRANDE Per Volkswagen, l'Amarok segna l'ingresso nel segmento medio dei pick up. Roba da due milioni di unità al mondo, secondo i calcoli dei tedeschi, che naturalmente sperano di prendersene una fetta consistente. Anche se in realtà la taglia media è relativa e, quanto a lunghezza, potrebbe calzare un po' stretta all'Amarok, visti i suoi 5 metri e 25 da paraurti a portellone. Inizialmente verrà proposto nella versione 4 porte con doppia cabina, solo a metà 2011 arriverà la variante a cabina singola.

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PORTATA PESANTE Nonostante l'intenzione, da parte di Volkswagen, di curare molto il lato estetico (vedi le nervature orizzontali e i fari integrati alla calandra), la zona-lavoro non si fa mancare nulla. Sul vano di carico, lungo 155 cm e largo 162, si può adagiare un carico fino a 1150 chili. Anche trasporti voluminosi, perciò, come attrezzature sportive, macchinari o moto possono poggiare su un pianale da 2,52 metri quadri protetto da sponde alte oltre mezzo metro.

CHE COPPIA! Tre tipi di trazione, per l'Amarok: integrale permanente, integrale inseribile e trazione posteriore. Le motorizzazioni tra cui scegliere, invece, sono due: un 2.0 TDI da 163 cv con sovralimentazione a doppio stadio, capace di una coppia da 400 Nm a 1500 giri (che sarà disponibile da subito anche in Italia); oppure il gemello più tranquillo, un 2.0 TDI da 122 cv, atteso però più avanti nel tempo (in Italia nel 2011). Entrambi sono abbinati a un cambio manuale a sei marce e dichiarano, rispettivamente, consumi tra i 7,6 e i 7,8 litri ogni 100 km.

TRE PIANI Aperta la portiera, si accede a tre livelli di equipaggiamento. Quello base, per uso professionale, prevede il minimo indispensabile: cerchi in lega da 16”, sedile regolabile in altezza, divanetto posteriore ribaltabile e illuminazione del vano di carico. Salendo di un gradino, invece, paraurti, maniglia-portiera e calotte-specchietti si tingono dello stesso colore della carrozzeria ed entrano di serie anche alzacristalli e specchietti elettrici, radio con lettore CD, clima manuale, sistema di regolazione della velocità e fendinebbia.

PRIMA CLASSE Il top di gamma è l'allestimento Highline. Che aggiunge varie finiture cromate, il clima automatico, una selleria più chic e i cerchi in lega da 17” (disponibili anche da 18” e 19” nella lista degli optional). Quanto alle dotazioni di sicurezza, rispondono all'appello ABS e ASR, il differenziale autobloccante elettronico e l'offroad ABS (per ridurre lo spazio di frenata su terreni difficili). Anche l'ESP con Hill Hold assistance (per le partenze in salita) fa parte dell'equipaggiamento di serie.


Pubblicato da Luca Cereda, 04/12/2009
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