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Volkswagen Amarok


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16 anni fa - Parla tedesco, ma è nato in Argentina. Vw lancia il suo pick-up medio, che arriverà in Italia nella seconda metà del 2010. Sotto il cofano, un motore diesel dalla coppia poderosa.

Parla tedesco, ma è nato in Argentina. Vw lancia il suo pick-up medio, che arriverà in Italia nella seconda metà del 2010. Sotto il cofano, un motore diesel dalla coppia poderosa.

DER PICKUPPEN Se il pick-up parla tedesco si chiama Amarok. Il nome duro da pronunciare fa eco a un aspetto solido ma non grezzo, da veicolo pensato per quegli angoli di mondo dove il pick-up è qualcosa più di un mezzo da lavoro. Passati i fuochi di San Silvestro, debutterà in Sud America, sua madrepatria. Poi sarà la volta di Sud Africa, Australia, quindi Europa (nella seconda metà dell'anno nuovo) e infine Italia, a conclusione del 2010. Tra le motorizzazioni disponibili ci sarà anche un duemila TDI da 163 cavalli e una coppia poderosa.

MEDIO GRANDE Per Volkswagen, l'Amarok segna l'ingresso nel segmento medio dei pick up. Roba da due milioni di unità al mondo, secondo i calcoli dei tedeschi, che naturalmente sperano di prendersene una fetta consistente. Anche se in realtà la taglia media è relativa e, quanto a lunghezza, potrebbe calzare un po' stretta all'Amarok, visti i suoi 5 metri e 25 da paraurti a portellone. Inizialmente verrà proposto nella versione 4 porte con doppia cabina, solo a metà 2011 arriverà la variante a cabina singola.

PORTATA PESANTE Nonostante l'intenzione, da parte di Volkswagen, di curare molto il lato estetico (vedi le nervature orizzontali e i fari integrati alla calandra), la zona-lavoro non si fa mancare nulla. Sul vano di carico, lungo 155 cm e largo 162, si può adagiare un carico fino a 1150 chili. Anche trasporti voluminosi, perciò, come attrezzature sportive, macchinari o moto possono poggiare su un pianale da 2,52 metri quadri protetto da sponde alte oltre mezzo metro.

CHE COPPIA! Tre tipi di trazione, per l'Amarok: integrale permanente, integrale inseribile e trazione posteriore. Le motorizzazioni tra cui scegliere, invece, sono due: un 2.0 TDI da 163 cv con sovralimentazione a doppio stadio, capace di una coppia da 400 Nm a 1500 giri (che sarà disponibile da subito anche in Italia); oppure il gemello più tranquillo, un 2.0 TDI da 122 cv, atteso però più avanti nel tempo (in Italia nel 2011). Entrambi sono abbinati a un cambio manuale a sei marce e dichiarano, rispettivamente, consumi tra i 7,6 e i 7,8 litri ogni 100 km.

TRE PIANI Aperta la portiera, si accede a tre livelli di equipaggiamento. Quello base, per uso professionale, prevede il minimo indispensabile: cerchi in lega da 16”, sedile regolabile in altezza, divanetto posteriore ribaltabile e illuminazione del vano di carico. Salendo di un gradino, invece, paraurti, maniglia-portiera e calotte-specchietti si tingono dello stesso colore della carrozzeria ed entrano di serie anche alzacristalli e specchietti elettrici, radio con lettore CD, clima manuale, sistema di regolazione della velocità e fendinebbia.

PRIMA CLASSE Il top di gamma è l'allestimento Highline. Che aggiunge varie finiture cromate, il clima automatico, una selleria più chic e i cerchi in lega da 17” (disponibili anche da 18” e 19” nella lista degli optional). Quanto alle dotazioni di sicurezza, rispondono all'appello ABS e ASR, il differenziale autobloccante elettronico e l'offroad ABS (per ridurre lo spazio di frenata su terreni difficili). Anche l'ESP con Hill Hold assistance (per le partenze in salita) fa parte dell'equipaggiamento di serie.

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Luca Cereda
Luca Cereda
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...

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