Autore:
Lorenzo Centenari

SUV OF THE YEAR Dalle stalle alle stelle. Dallo spettro del fallimento a una nuova era. Fatta di successi commerciali, di progetti per il futuro, di riconoscimenti istituzionali. In bacheca, il "Car of the Year 2018" assegnato a Volvo XC40 alla vigilia del Salone di Ginevra deve ora fare posto a un'altra coppa, quella del "World Car of the Year 2018" ricevuta i giorni scorsi al New York Auto Show da XC60. Titoli di prestigio, ma soprattutto il simbolo di una rinascita sulla quale un decennio fa quasi nessuno avrebbe scommesso. Da 334.000 unità vendute (2009) a 571.000 pezzi (2017): Volvo è nuovamente il costruttore di auto premium di design e qualità, oltre che ai primi posti al mondo in termini di sicurezza. Una bella favola, destinata a continuare. 

QUI GEELY Tutto (ri)partì da una telefonata. È il 2 agosto 2010, Volvo non naviga affatto in buone acque (-120.000 auto in un anno) e l'acquisizione del marchio da parte di Geely, perfezionata soltanto qualche giorno prima, lascia tanti punti interrogativi. Sino a quando, al quartier generale Volvo Italia di Bologna, non arriva una chiamata per il presidente Michele Crisci. All'altro capo della linea, un certo Li Shufu. "Inizialmente, ho pensato a uno scherzo di qualche collega. Finché ho capito - racconta Crisci - che ero davvero al telefono col numero uno di Geely. Mi rassicurò, dicendo che il suo Gruppo avrebbe fatto di tutto per mantenere intatti gli storici valori Volvo. Poche e semplici parole, che mi convinsero".

NUOVA LINFA Li Shufu chiama Michele Crisci. E uno per uno, tutti gli altri importatori mondiali del marchio Volvo. Un imprenditore che scuce 2 miliardi di dollari, e poi alza la cornetta per stabilire un filo diretto coi suoi nuovi generali di campo, non è cosa da tutti i giorni. Dal quel gesto di umiltà e di responsabilità, la rete riacquistò fiducia e lavorò all'unisono per rilanciare le sorti del proprio prodotto. Il resto, è storia recente. Progressivamente, Volvo ha rinnovato la sua gamma da cima a fondo, recuperando competitività e scalando nuovamente le classifiche di immagine e di gradimento. Fatta eccezione per V40, presto destinata alla pensione, il modello più anziano è il Suv XC90, anno di nascita 2014.

AL LAVORO Geely ci ha messo i soldi, ma soprattutto la testa. Non ha influenzato le scelte stilistiche e tecniche di un marchio che ha sempre fatto della massima qualità il suo punto di forza. Non ha sostituito le persone chiave, nè ha tagliato l'occupazione all'interno delle fabbriche. Anzi. Prima dell'ingresso di Geely, lo stabilimento belga di Ghent procedeva a intermittenza, e nemmeno il sito svedese di Torslanda se la passava bene, Oggi, in Svezia si sfornano auto a pieno regime, Ghent si prepara ad ospitare anche la produzione di Lynk&Co 02, alterego asiatico di XC40, in Cina sono sorte altre due fabbriche (per il brand Polestar, ma non solo), infine a Charleston, nel South Carolina, verrà inaugurato a giugno il primo "Volvo plant" su suolo Usa.

VALORI VOLVO Design scandinavo, rispetto per l'ambiente, sicurezza, qualità. Archiviati gli awards per i suoi Suv gioielli, da questi principi il marchio Volvo, guidato da un (concreto) visionario come il Ceo Hakan Samuelsson, riparte per consolidare il suo rinascimento, un fenomeno che negli ultimi tempi ha pochi eguali nel settore. Dopo la premiere di nuova V60 a Ginevra, in estate arriverà anche la berlina S60, seguita a ruota dall'edizione mild off-road V60 Cross Country. Il programma Care by Volvo moltiplicherà la propria offerta, e a poco a poco, la gamma riceverà completa elettrificazione e ulteriori step lungo il cammino verso la guida autonoma. Il futuro di Volvo ha basi solide.


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