Autore:
Luca Cereda

ANELLO MANCANTE Che non è la solita Volvo lo vedi subito. Ha una certa personalità, la Volvo XC40, sottolineata dal grosso, terzo montante tracciato a partire dalla metà del finestrino posteriore. Oscura un pezzo del panorama, è vero, e magari non piace a tutti. Ma è un segno distintivo forte e sottolinea le spalle larghe di questo SUV, che appare più grande di quanto dicano le sue dimensioni: 4 metri 43 cm per 1 metro 86 cm di larghezza per 1 metri e 66 cm altezza. Bravi i designer svedesi che hanno resistito alla tentazione di fare una XC60 o XC90 in scala ridotta con il loro primo baby-SUV.

SOFISTICATA Dentro, invece, scatta l'effetto matrioska; cattura gli sguardi lo schermo grande e verticale del Sensus, i comandi fisici sono ridotti all'osso, per un design molto pulito, i materiali sono di alta qualità e le cromature abbondano - diciamo pure che eccedono. Tutte come sulle sorelle più grandi, ma in piccolo. E' d'impatto anche la strumentazione digitale da 12,3 pollici, che Volvo offre già nell'allestimento Momentum, attualmente quello d'ingresso per questa auto. Fa specie, invece, che attenti come sono alla tecnologia e alla sicurezza gli svedesi si siano dimenticati sull'XC40 l'head up display, nemmeno offerto come optional. L'arredo rimane comunque sofisticato, con le dovute concessioni alla praticità (tasche, cassetti e piccoli vani portaoggetti) tipiche delle sport utility.

USA IL DITO Piaccia o meno, i comandi dell'infotainment da 9 pollici sono solo touch. Compresi quelli del clima. All'atto pratico significa che, tolte le funzioni che hanno un richiamo immediato nella homepage del sistema, per le altre bisogna un po' smanettare tra i menu. E' un bello sfogliare, però, perché pochi tablet sono chiari e reattivi come il Sensus. Che, per per completare il proprio ecosistema, richiede di mettere mano agli optional: navigatore, la ricarica wireless degli smartphone e i protocolli Android Auto e Apple CarPlay sono tutti optional.

IN QUANTI SIAMO? Sarà pure la più piccola della famiglia, ma il passo di 2 metri e 70 cm metri della Volvo XC40 lascia un certo agio anche a tre persone sedute sul divano posteriore. Nella media lo spazio per le gambe, oltre la media del segmento quello sopra la testa. A star scomodo, va da sé, è chi siede al centro, che deve fare i conti con le protuberanze del tunnel centrale.

BAGAGLIAIO Tra i SUV compatti, specialmente quelli che hanno a cuore l'immagine, l'XC40 è uno dei più sfruttabili. I 460 litri dichiarati di volume di carico sotto la cappelliera sono sinceri e salgono fino ai 1.335 litri con il divano posteriore reclinato: non saranno valori eccelsi in assoluto, ma rendono l'auto vivibile per una famiglia. Da buona Volvo, le finiture sono di pregio anche nel bagagliaio. Con 1.070 Euro aggiuntive si acquista il pacchetto Versatility Pro, che include gli schienali reclinabili elettricamente, così come l’apertura del portellone, la presa da 12V e l’ingegnoso sistema portaborse integrato nel piano di carico.

VIVA IL COMFORT Se la personalità estetica è spiccata, su strada il carattere della Volvo XC40 in prova è più pacato. Non ama essere strapazzata e, curva dopo curva, te lo fa sentire, rollando un po'. E' decisamente più votata al comfort e alla maneggevolezza: le sospensioni tendono al morbido, lo sterzo è leggero nelle manovre e il cambio sempre delicato nei passaggi di marcia. Trovare la posizione di guida ideale, poi, è un attimo, grazie all'ampia escursione del volante e la conformazione del sedile guida. Da dove, tra l'altro, si vede bene in tutte le direzioni anche senza l'ausilio della telecamera a 360°: talmente precisa e nitida nel proiettare sullo schermo la visuale di manovra da creare dipendenza.

I CONSUMI I sedili Volvo sono morbidi ma ti sostengono bene nei lunghi viaggi, che sulla XC40 di certo non stancano. Perché l'abitacolo è ben insonorizzato (solo all'altezza degli specchietti si avvertono i fruscii andando a 130 km/h costanti) e la colonna sonora sempre di un certo livello, se, come sull'esemplare in prova, c'è l'impianto hi-fi Harman Kardon. Di contro, i consumi risentono del peso (circa 1900 chili in ordine di marcia) e di un'aerodinamica non proprio studiata per accarezzare l'aria. Risultato: in autostrada si fanno i 14 km con un litro, mentre in città si scende a 12.

IL MOTORE Spinge bene e in ogni condizione il 2.000 diesel D4 da 190 cv: ha tantissima coppia, presente da subito. Presente è anche l'aiuto dell'elettronica di sicurezza, ai vertici del segmento. Sulla XC40 la frenata automatica d’emergenza lavora a tutte le velocità, riconosce i pedoni e i ciclisti e i veicoli che arrivano nel senso opposto di marcia. Completano il quadro il Lane Assist, l’Adaptive Cruise Control, il Rear View Warning e il Pilot Assist, un dispositivo di guida semiautonoma attivo fino a 130 km/h: mantiene la distanza e la corsia agendo su freno, acceleratore e volante.

PREZZO Tutto questo non è regalato, ovviamente. Il listino della Volvo XC40 parte da 31.200 euro per le versioni a benzina (T3 1.5, con cambio manuale e trazione anteriore) e da 33.350 euro per quelle a gasolio (D3 a trazione anteriore e cambio manuale; con la trazione 4x4 costa 2.000 euro in più e il cambio automatico comporta un supplemento di altri 2.200). In prova ho guidato una D4 AWD R-Design che costa, optional esclusi, 46.520 euro.  


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