Pubblicato il 23/10/20

PROGETTO PILOTA Guida autonoma sì, guida autonoma no. Tra i sostenitori del primo partito sono indubbiamente Tesla e Mr Elon Musk: da tempo il Costruttore auto delle meraviglie spinge verso lo sdoganamento di tecnologie di full self driving, ora - così dice - è pure pronta a equipaggiare i suoi veicoli di software per la guida autonoma totale. Negli Stati Uniti, la versione Beta della più evoluta release dell'Autopilot, quella cioè armata di FSD mode (modalità Full Self Driving), già pare sia stata installata su una selezione di modelli Tesla appartenenti a ''guidatori esperti e particolarmente attenti''. Ma ad accompagnare il manuale di istruzioni, un piccolo caveat...

Tesla Full Self Driving, un sistema (in)fallibile

GUIDA (POCO) AUTONOMA Il software in dotazione al ristretto gruppo di proprietari sembra sia in grado, oltre alle mansioni tipiche dell'Autopilot standard, di effettuare anche manovre come cambi di corsia al di fuori delle autostrade, imboccare le biforcazioni suggerite dal sistema di navigazione, aggirare correttamente ostacoli e altri veicoli, svoltare a sinistra e a destra. Peccato che un avviso a margine della descrizione dell'aggiornamento (un particolare reso noto da un utente sul proprio profilo Twitter) sottolinei come la versione Beta potrebbe anche compiere ''la scelta sbagliata nel momento peggiore'' (che vuoi che sia). E che quindi il driver non dovrebbe essere troppo ''compiacente'' nei confronti dell'FSD mode, mantenendo sempre ''le mani sul volante e l'attenzione alla strada''. Allora perché quel titolo di ''Full'' Self Driving? Cambiamolo, prima che sia troppo tardi. Anche perché negli USA, già più di un automobilista ha dimostrato di prendere troppo alla lettera il nome Autopilot, spesso pagando conseguenze salatissime.

USA VS UE Oltreoceano il quadro normativo sulla guida autonoma è complessivamente più tollerante nei confronti dell'Europa, tuttavia che Tesla reclamizzi un servizio di self driving car suona prematuro anche per Stati come California ed Arizona mediamente più avanzati in questo senso.

Guida autonoma, ancora tanta strada da fare

PROPOSTA INDECENTE La Germania ha diffidato Tesla dall'impiego stesso del termine Autopilot, giudicandolo improprio per descrivere un sistema di aiuti alla guida, per quanto avanzato esso possa essere. Più possibilista la Gran Bretagna, Paese il cui Ministero dei Trasporti, allo scopo di attrarre investimenti di Case auto estere, avrebbe di recente avanzato la proposta di legittimare dal 2021 l'utilizzo, fino a una velocità di 70 mph (circa 112 km/h), dei dispositivi di Lane Keeping Assist (il mantenimento attivo della vettura all'interno della corsia di marcia). Autorizzando così il guidatore ad abbandonare il volante (hands-off) e a distogliere gli occhi dalla strada (eyes-off). Ma uno studio di Tatcham Research boccia l'idea: ''Vite degli automobilisti a forte rischio, completa automatizzazione della guida ancora di là da venire''. Guida autonoma un terreno delicato: correndo, rischi di inciampare e combinare grossi guai. Avanti con l'innovazione, ma avanti per gradi.


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