Entra in vigore il decreto ministeriale sui semafori con conto alla rovescia. Sia per le lanterne pedonali, sia per i veicoli
ROSSO A CRONOMETRO Semafori con countdown, luce verde (perdonate il gioco di parole). Attraversato il classico iter burocratico, è entrato i giorni scorsi in vigore il decreto ministeriale che una volta per tutte regolamenta l'installazione e il funzionamento dei dispositivi semaforici con conto alla rovescia incorporato, già attivi peraltro in numerose città italiane. Pedoni e automobilisti ringraziano: dopotutto, quella delle lanterne con countdown è una misura a favore sia della sicurezza, sia del comfort. Sapremo con più precisione quanto tempo avremo per rovistare nella borsa, correggere una destinazione sul navigatore, oppure - fossimo a piedi - controllare lo smartphone prima di attraversare la strada (e rialzare la testa, scongiurando così impatti frontali coi pedoni in senso opposto).
TIENI IL TEMPO Il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti disciplina sia l'installazione di nuovi impianti semaforici, sia la sostituzione integrale di impianti già esistenti. Dalla circolare governativa sembra in ogni caso che la diffusione sarà capillare, e trasformerà gli incroci cittadini in una sorta di sale video con display numerici in ogni angolo. L'impiego dei nuovi dispositivi sarebbe infatti previsto, si legge, "in abbinamento a lanterne semaforiche pedonali e per velocipedi, per indicare il tempo residuo negli attraversamenti pedonali e ciclabili, lanterne veicolari che regolano sensi unici alternati, lanterne veicolari normali che regolano il transito in intersezioni tra strade con una corsia per senso di marcia, senza attraversamenti pedonali e ciclabili". Le luci countdown dovranno mostrare una visualizzazione il più possibile ampia, così da offrire all’utente (motorizzato, oppure no) un punto di osservazione privilegiato.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.



