Autore:
Massimo Grassi

CUI PRODEST? Alzi la mano chi ha un’auto di proprietà. Ditemi: per voi è così fondamentale possedere un’auto o potreste anche farne a meno, affidandovi a servizi di car sharing, noleggi & co.? Se vi chiamate John Zimmer e di mestiere fate il presidente di Lyft (un servizio di ride sharing molto simile a Uber e da qualche mese entrato nell’universo General Motors) il vostro pensiero è proprio quello: fare a meno dell’auto privata. E non tra chissà quanto: entro il 2025.

LA TERZA RIVOLUZIONE DEI TRASPORTI “Abbiamo costruito le nostre comunità intorno alle auto. E per la stragrande maggioranza le abbiamo costruite per auto che non si muovono. In media un veicolo si muove per il 4% della sua vita e rimane quindi fermo per il 96% del tempo”. Una riflessione che ha portato mr. Zimmer a formulare l’ipotesi di cui sopra: entro 10 anni nelle città statunitensi non ci saranno più auto private, ma solo flotte di veicoli appartenenti a società di noleggio a lungo o breve termine.

UN BEL RISPARMIO Niente più spese folli per acquistare o affittare un box, addio assicurazioni, bolli, cambio gomme e tutte quelle spese che, per un cittadino statunitense, sono di 9.000 dollari all’anno. L’auto condivisa farà fare un ben respiro di sollievo ai conti in banca. E permetterà anche di non impazzire in mezzo al traffico cittadino.

GUIDA AUTONOMA MON AMOUR Lyft sta già sperimentando a San Francisco e Phoenix i propri prototipi di auto a guida autonoma e Zimmer assicura che entro 5 anni la stragrande maggioranza delle vetture firmate Lyft non avranno bisogno di conducente. Test che vedono in campo anche Uber, che a Pittsburgh ha iniziato i test pubblici delle Ford Fusion a guida autonoma, e nuTonomy con Mitsubishi i-Miev e Renault Zoe che guidano da sole per le strade di Singapore. Una tecnologia che secondo Zimmer ben si accorda con i servizi di car sharing: si prenota un’auto, ci si sale e si arriva a destinazione senza che si siano dovuti toccare volante e pedali. 

CAMBIO DI STRATEGIA Se la previsione del presidente di Lyft dovesse rivelarsi esatta le Case auto dovranno iniziare già adesso a pensare a un piano B. L’equazione è semplice: meno auto private = meno auto vendute. Alcune case, come smart con Car2go, hanno già messo le basi per un cambio di strategia. Dovremo quindi attenderci una sorta di pacifica invasione di servizi di car sharing appartenenti direttamente a marchi automobilistici? Ai posteri l’ardua sentenza.


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