Pubblicato il 29/05/20

DOWNSIZING Quando per guardare avanti devi muovere un passo indietro. E alleggerire il carico, e rinunciare a qualche buon proposito. Alla crisi finanziaria di Renault, il lockdown non ha certo giovato: ora è tempo di scrutare nuovamente in là negli anni, ma con più prudenza. Da qui al 2022, la Régie si è posta l'obiettivo di un risparmio costi di 2 miliardi di euro. Per riconquistare competitivà, e consolidare il suo ruolo all'interno dell'Alleanza con i partner Nissan-Mitsubishi. Risparmio di costi, quindi revisione di progetti ad ampio spettro, quindi tagli al personale. In tre anni, il Gruppo licenzierà 15.000 dipendenti, dei quali 4.600 in Francia, e i restanti 10.000 tra quelli impiegati nelle attività internazionali. I tagli non sono più un optional: come afferma la direttrice generale Clotilde Delbos, ''il progetto è vitale''.

Renault Talisman: capolinea?

MPV ADIEU Renault non ha intenzione di praticare licenziamenti in tronco, precisa una nota ufficiale. ''Il programma di adeguamento del personale verterebbe su misure di riconversione, mobilità interna e dimissioni volontarie''. Sta di fatto che su 48.000 addetti negli impianti in Francia, il 10% presto non farà più parte dell'organico. Il business plan Renault si articola in più punti e tocca produzione, ricerca & sviluppo, marketing, distribuzione. E a proposito della gamma prodotto: se qualche modello salterà, non apparterrà di certo alla categoria dei Suv compatti. A pagare per tutti, saranno semmai Espace, Scénic e Grand Scénic, monovolume il cui appeal sempre di più non regge la competizione interna proprio dei crossover. In forse anche il futuro della Talisman: berline e wagon non ''tirano'' più come una volta.

Jean-Dominique Senard, presidente del CdA Renault

IPSE DIXIT ''Realizzeremo con successo la trasformazione e restituiremo al Gruppo tutto il suo valore'', afferma . Gli sviluppi pianificati sono fondamentali per garantire la perennità dell’azienda e la sua crescita a lungo termine. Siamo consapevoli - dice Senard - delle nostre responsabilità: la trasformazione potrà essere realizzata solo nel rispetto di tutti gli stakeholder e attraverso il dialogo sociale'' . In Francia i sindacati sono già in allarme, ma la direzione ormai è stata presa. Perché non ci sono alternative. ''In un contesto caratterizzato da incertezze e complessità, questo progetto - afferma il dg Clotilde Delbos - è di vitale importanza. Beneficiando dei nostri numerosi punti di forza, come il veicolo elettrico, capitalizzando sulle risorse e sulle tecnologie del Gruppo Renault e dell’Alleanza, riducendo la complessità connessa allo sviluppo e alla produzione dei nostri veicoli, intendiamo realizzare economie di scala allo scopo di ripristinare la nostra redditività globale. Solo così - conclude Delbos - possiamo continuare a guardare al futuro con fiducia''.


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