Pubblicato il 15/07/21

SCHOCK TERMICO Il tiro, con ogni probabilità, verrà aggiustato, nel frattempo l'equazione mette i brividi. La proposta, prevista nel pacchetto ''Fit for 55'' confezionato dalla Commissione europea in materia di ambiente, energia, trasporti, consumo del suolo e politiche fiscali volte a contrastare i cambiamenti climatici e a ridurre progressivamente le emissioni di gas serra, è quello di inasprire i target di riduzione delle emissioni di CO2 previsti dalla regolamentazione vigente. Fissandoli a -55% per le auto (rispetto al -37,5%) e -50% per i commerciali leggeri (rispetto al -31%) al 2030. Soprattutto, fa la sua comparsa una nuova scadenza: entro il 2035, riduzione del -100% delle emissioni CO2 dei veicoli nuovi. Traduzione: entro il 2035, stop alla vendita di auto con motore endotermico. Quindi sia diesel, sia benzina, sia ibride di qualsiasi natura. Fattibile? In una parola, no.

IRRAZIONALE La proposta sembra irricevibile sia dal buon senso, sia dai diretti interessati, ovvero i Costruttori di automobili con indotto al seguito. Che giudicano l'obiettivo come troppo sfidante, troppo ravvicinato per essere rispettato senza concessioni. La ragione non è filosofica: è pratica. ''Vietare una singola tecnologia - commenta Acea, l'Associazione europea delle Case auto - non è una soluzione razionale in questa fase, soprattutto quando l'Europa sta ancora lottando per creare le giuste condizioni abilitanti per i veicoli a propulsione alternativa. Obiettivi climatici ambiziosi richiedono un impegno vincolante da parte di tutte le parti coinvolte''. 

IL TEMA LAVORO Acea in particolare osserva come ''già l'obiettivo di riduzione CO2 per le auto del 55% entro il 2030 sarà molto impegnativo e richiederà certamente un corrispondente obiettivo vincolante per gli Stati membri per costruire le necessarie infrastrutture di ricarica e rifornimento. Inoltre, accelererà la trasformazione strutturale della catena del valore automobilistica, richiedendo un'attenta gestione per ridurre al minimo l'impatto sulla nostra economia''. In soldoni, col passaggio drastico all'elettrico la disoccupazione è uno spettro concreto (vedi le proiezioni fatte in Germania già anni fa).

ZIPSE DIXIT ''Tutte le opzioni - commenta Oliver Zipse, presidente Acea e Ceo BMW -, inclusi motori a combustione interna altamente efficienti, devono svolgere il loro ruolo nella transizione verso la neutralità climatica. Perché non è il motore termico ad essere dannoso per l'ambiente, ma semmai i combustibili fossili. (vedi anche gli studi Bosch sul diesel Euro 6, ndr). E senza la disponibilità di combustibili rinnovabili, un obiettivo di riduzione del 100% nel 2035 è effettivamente un divieto del motore a combustione interna. Esortiamo le istituzioni a concentrarsi sull'innovazione piuttosto che imporre o vietare una tecnologia specifica''.

ERRORI DI CALCOLO Il pacchetto ''Fit for 55'' include anche obiettivi vincolanti proprio per l'implementazione di infrastrutture di ricarica e rifornimento, affrontando i requisiti di tutti i tipi di veicoli, non solo quelli delle auto, ma anche dei furgoni e dei veicoli pesanti. Tuttavia, a prima vista, Acea si professa preoccupata: gli obiettivi sono molto al di sotto di quanto richiesto. Il piano prevede 3,5 milioni di punti di ricarica entro il 2030: secondo recenti calcoli della Commissione stessa, un'ulteriore diminuzione delle emissioni di CO2 delle auto a -50 % nel 2030 richiederebbe circa 6 milioni di punti di ricarica pubblici.

PROPOSTA RESPINTA ''Senza un significativo aumento degli sforzi da parte di tutte le parti interessate, inclusi gli Stati membri e tutti i settori coinvolti, l'obiettivo proposto - conclude Zipse - è semplicemente non praticabile''. L'impressione è che i negoziati si prolungheranno a oltranza.


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