Pubblicato il 30/10/20

CATTIVO? Da sempre messo alla gogna per le sue - reali o presunte - emissioni inquinanti, il diesel potrebbe ora prendersi la sua rivincita. Il merito va a Mercedes-Benz Italia e a Bosch, entrambe impegnate sul fronte dell'azzeramento delle emissioni di CO2, entrambe inoltre coinvolte negli RDE Emission Test condotti da CSI Automotive, l'organismo indipendente di verifica della conformità. Nelle maggiori città italiane sono state messe alla prova, su strada, nelle condizioni reali di utilizzo, alcuni tra i più popolari modelli Mercedes. E il risultato è quantomeno inaspettato.

REAL DRIVE EMISSIONS TEST La sigla RDE sta per Real Drive Emissions, vale a dire le reali emissioni di quel dato veicolo, rilevate in condizioni di normale utilizzo su strada, quindi non prevedibili. Ecco che entra in gioco il PEMS - Portable Emission Measurement System - una scatola magica del peso approssimativo di 80 kg che viene sistemata nella parte posteriore dell'auto, o all'interno del portabagagli. Questa non fa altro che catturare l'aria che esce dal tubo di scarico e analizzarla. In particolare, il PEMS analizza gli ossidi di azoto (NOx), la quantità di particelle di particolato (PN) e la massa di particolato (PM). A occuparsi delle rilevazioni è la sezione Automotive di CSI, società del Gruppo IMQ, unico test centre italiano autorizzato da Euro NCAP e Green NCAP. 

Ecco il PEMS: lo strumento si occupa di rilevare le emissioni, che CSI ha valutato

SOTTO ESAME A prestarsi al test sono Mercedes Classe A 200 d, col motore 2.0 diesel da 150 CV, inoltre Classe B 160, con motore 1.3 benzina da 109 CV, e Classe C 300 de EQ-Power con un 2.0 diesel plug-in hybrid  per una potenza di sistema di 306 CV. Chi sarà stata la prima della... Classe?

TORINO, MILANO E ROMA Tre scenari in tre diverse città italiane per gli RDE Emission Test. Si è partiti da Torino, in condizioni equivalenti a quelle omologative, con oltre 200 parametri e un percorso di circa 90 minuti su strade urbane, extraurbane e autostrade. A Milano, invece, tratto esclusivamente urbano, comparando anche la concetrazione della massa di particolato, il PM, in aspirazione e in scarico. A Roma si è poi proceduto in modalità del tutto simili a quelle del capoluogo lombardo. Il risultato?

Eugenio Blasetti con la Mercedes Classe A degli RDE Emission Test

RIVINCITA DIESEL Tutte le vetture registrano ottimi risultati, con emissioni di gran lunga inferiori - fino a 20 volte - rispetto ai limiti di legge consentiti. Ma la notizia più sorprendente è che i valori medi delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e del numero di particelle allo scarico (PN) del motore diesel Euro 6d fanno segnare risultati inferiori a quelli del benzina a iniezione diretta. Più che una rivelazione, una conferma: vedi i test RDE del 2019. Valori paragonabili, invece, per diesel e ibrido diesel.

EFFETTO DEPURATORE Non finisce qui: nel corso dei test a Milano è stato registrato come l'aria, in fase di scarico, risultasse essere fino a 2.000 volte meno ricca di particolato di quanto non fosse in fase di aspirazione. Per quanto non si possa parlare del motore diesel come di un depuratore - le quantità di PM processate dal motore sono irrisorie rispetto a quelle che rimangono nell'ambiente circostante - è significativo soltanto pensare che possa persino migliorare, nel suo piccolo, la qualità dell'aria. Morale: tutta questa ostilità verso i motori diesel, forse, non è motivata...


TAGS: bosch mercedes emissioni inquinanti diesel emissioni diesel euro 6d euro 6d