Autore:
M.A. Corniche

UNICA E INIMITABILE Quante auto conoscete uguali a se stesse dopo 55 anni dalla prima generazione, prodotte da una Casa nata 70 anni fa? Devo aggiungere che lo scorso anno dalla linea di produzione è uscito il milionesimo esemplare? No, vero? La risposta è facile. Nata nel 1963 la Porsche 911 continua ad avere la medesima inconfondibile silhouette, la sua personalità forte e il suo tremendo fascino. Uguale a se stessa, sì, ma l’attuale Porsche 911 model 991 è il frutto di un costante e incessante processo di evoluzione, fondato anche sui successi nel MotorSport, che anno dopo anno ne ha trasformato completamente l’hardware, ma con un punto fermo: il motore rimane sei cilindri boxer montato al posteriore.

INIZIO' TUTTO CON LA 356 Partiamo dallo stile inconfondibile della Porsche 911, mutuato da quello della Porsche 356 ma con un mix di linee tese e linee morbide che, quando è nata, erano avveniristiche. Una scocca che è rimasta quasi immutata fino al 1993, l’anno del lancio della Porsche 911 model 993. Fino a quel momento, a parte i paraurti di sicurezza USA della model G del 1973 e quelli carenati della 964 del 1988 e parafanghi posteriori sempre più larghi e bombati, le proporzioni sono rimaste pressoché immutate. Almeno nell’aspetto.

EVOLUZIONE DELLA SPECIE Dal 1993 il motore viene spostato in avanti per bilanciare meglio i pesi, e la coda si accorcia. I fari sono meno verticali, si sdraiano e si allungano un po’. Nel 1996 arriva la rivoluzione, con la Porsche 911 model 996. Le fiancate tornano diritte come quelle di una Fiat Panda e i fari si spiattellano al centro. Non piace ai porschisti, ormai abituati al bel culone largo della 911. Ma piace ai non porschisti e allarga la clientela.

TORNA IL SEDERONE Con la 911 model 997 del 2004 si torna a ragionare, il lato B torna ad allargarsi, i fari a frittella spariscono e anche lo stile dell’abitacolo torna a essere meno fancy e più Porsche. Soprattutto con la seconda serie della 911 model 997 del 2008 la 911 torna al suo fascino, con linee snelle, fianchi larghi e dettagli affusolati. Con la model 991 del 2011 si torna alla perfezione, con una coda dalle luci sottilissime che all’inizio non convince del tutto ma che, dopo dieci minuti, sembra già un capolavoro. E siamo alla storia attuale.

DALL'ACQUA AL 4 CILINDRI Anche sotto la pelle avviene una lenta ma incessante evoluzione. Il sei cilindri boxer si dota del turbo nel 1974 e aumenta nella cilindrata fino al 1996, quando la 911 model 996 rivoluziona anche il boxer, per la prima volta raffreddato ad acqua. Nel frattempo, con la 911 model 993 arrivano le valvole idrauliche e il sistema VarioRam, con il condotto di aspirazione variabile. Con la 911 model 997 la cilindrata torna ai 3.600cc, la turbina della 911 Turbo ha palette a geometria variabile e la 997 II porta la iniezione diretta di benzina. La 911 model 991 riporta la cilindrata a 3.400 cc ma è la 991 II che porta la novità: tutti i motori sono turbo e la cilindrata torna ai tre litri della 911 SC del 1980. Una nuova famiglia di motori, a sei cilindri per 911 e a quattro cilindri per la 718 Boxster e Cayman che condivide gran parte delle componenti. Una evoluzione continua che in 55 anni ha quasi triplicato la potenza delle versioni base e quasi raddoppiato la potenza specifica.

LE SOSPENSIONI Alla evoluzione dei sei cilindri boxer si è evoluto in parallelo il telaio della Porsche 911. Il passo è aumentato negli anni di 24 centimetri, la larghezza degli pneumatici posteriori è quasi triplicata e quella degli anteriori quasi raddoppiata, con la spalla che di pari passo si è dimezzata. La struttura originaria delle sospensioni anteriori a barre di torsione si dota di vere molle soltanto con la 911 model 964 mentre con la model 991 la 911 ha sospensioni anteriori indipendenti tipo McPherson ottimizzate da Porsche. La model 964 porta anche cuscinetti di controllo per le sospensioni posteriori per migliorare la stabilità della convergenza mentre dalla 993 il posteriore adotta un sistema multilink con telaio separato. Con la 911 model 991 arrivano le barre stabilizzatrici attive e il ponte posteriore sterzante tra gli optional. Il servosterzo idraulico arriva con la 996 mentre quello elettromeccanico con la 991.  

LA SICUREZZA Con la 911 model 964 nella scheda tecnica della Porsche 911 iniziano a comparire sigle come ABS e ABD che, con la 911 model 996, confluiranno nel sistema di controllo elettronico del telaio PSM. Con la 911 model 997 la scheda tecnica si affolla di sigle, PASM e RDK per la 997 I, PTV e PTM per la 997 II. Con la 991 la lista si affolla con HAL, EPS, PDCC e PTV+.

LA TRAZIONE INTEGRALE Una vera rivoluzione arriva con la 911 model 964: alla sola trazione posteriore, dedicata ai più esperti alla guida, si affianca la trazione integrale della Carrera 4. Una novità che all’inizio punta soprattutto ad avere più trazione ma che già con la 993 punta più all’agilità e, sempre più fino alla 991, punta anche alla trazione, alla guidabilità e alla stabilità.

I FRENI Vogliamo parlare anche della proverbiale frenata Porsche? Già nel 1963 la prima 911 monta quattro freni a disco, con gli anteriori strizzati da pinze a due pistoncini. La 911 turbo del 1977 porta dischi ventilati e forati strizzati da pinze in alluminio. Con la 996 le pinze scelgono il pregiato alluminio e, nel 2011, la 997 turbo utilizza pinze anteriori a quattro pistoncini fisse. Così, nella frenata da 100 a 0 km/h la 911 necessità di 37,7 metri con la model 964 fino ai 31,5 della 991.

IL TEMPO AL RING Una evoluzione che si apprezza alla guida e che apprezza anche il cronometro, con il tempo al Nurburgring che scende nel corso degli anni da oltre 9 secondi e 30 della prima 911 fino ai 7”45 della 991. Con il record di sempre di tutte le 911 di 6”47,3 della 911 GT2 RS


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