Autore:
Lorenzo Centenari

SÌ, NO, FORSE Indiretti segnali di apertura prima, le reciproche smentite poi. Il matrimonio tra FCA e PSA sembrava saltato una volta per tutte, fino a quando la stampa Usa (Wall Street Journal, Bloomberg) non ha ieri rilanciato le chance di un possibile accordo. Un protocollo che non si tradurrebbe in vere e proprie nozze, ma che comunque porterebbe il Gruppo italo-americano e quello franco-tedesco a lavorare fianco a fianco almeno al tavolo dell'auto elettrica, vale a dire la missione più gravosa.

PIATTAFORMA DI LANCIO Stando alle indiscrezioni, anche dopo le dichiarazioni di alleggerimento di Carlos Tavares ("Cerchiamo partner, ma non abbiamo un target specifico") e i rumors del "No, grazie" di John Elkann a presunte offerte di collaborazione, Fiat Chrysler e Groupe PSA avrebbero in realtà intrapreso colloqui preliminari. Oggetto delle trattative, lo sviluppo in comune di una super piattaforma dalla quale partire per la produzione di massa di auto a zero emissioni, materia nella quale PSA è un passo avanti al suo (presunto) futuro partner, ma i cui costi a lungo termine non sono sostenibili senza un appoggio esterno, e al condivisione di strutture, materiali, tecnologie, progetti di ricerca.

FASE UNO Le negoziazioni sarebbero al momento ancora a uno stadio embrionale: un'eventuale joint venture non si concretizzerebbe prima dei prossimi mesi, con giugno-luglio 2019 individuati dal WSJ come momento chiave per la definizione dei dettagli operativi. Sta di fatto che il binomio PSA-FCA torna di moda, in un quadro dove i Costruttori, da competitor diretti, sempre più cominciano a comprendere la necessità di lavorare in squadra. E fare fronte comune verso sfide (vedi abbattimento della CO2) mai così impegnative.


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