Autore:
Lorenzo Centenari

FACEBOOK CAR? Dopotutto, manca solo lui. Tra i giganti digitali che in una forma o nell'altra non fanno mistero di essere da tempo coinvolti nello sviluppo delle auto a guida autonoma, manca solo Facebook. E a sentire Zuckerberg e compagnia, peraltro impegnati di questi tempi a risolvere ben altre grane, una "Facebook car" non è in agenda. Tuttavia, il fondatore del popolarissimo social network si è a più riprese espresso a favore del principio di autonomous driving. Calcolato inoltre l'immenso know-how che l'azienda possiede in materia di connettività e realtà virtuale, perché Facebook non dovrebbe entrare in partita? Non nella sfera hardware, ovviamente. Ma nell'universo guida autonoma, c'è spazio un po' per tutti.

MISSIONE FRANKFURT Allo scorso Salone di Francoforte, non passò inosservata la visita del COO di Facebook Sheryl Sandberg, che nel corso di un convegno prese parola poco prima della cancelliera Angela Merkel. Qualcuno obietterà che non c'è nulla di strano, nella presenza di un top manager di Facebook a un grande evento come l'IAA: nel social network più diffuso sul pianeta, l'industria dell'auto investe miliardi in marketing e pubblicità. Ma il viaggio di Sandberg potrebbe avere avuto anche altre ragioni: Facebook sembra sempre più interessato ai temi di realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e intelligenza artificiale (AI). Temi che si intrecciano a vari livelli con quello dell'auto a guida autonoma.

CLIENTI CONNESSI Da semplice bacheca di memorie e fotografie da condividere con gli "amici", Facebook ha pian piano esplorato nuovi mondi. Aprendo il proprio business dapprima alle tecnologie mobile, per poi interessarsi di droni a energia solare, di Virtual Reality, insomma della digitalizzazione a 360 gradi di una moltitudine di servizi. Il vantaggio competitivo che Facebook possiede nei confronti degli altri "big" del digitale risiede proprio nella connettività. E con le Case auto concentrate a sviluppare la connettività tra un veicolo e l'altro, o tra i veicoli e le infrastrutture, Zuckerberg e i suoi saprebbero meglio di chiunque altro come connettere tra loro i consumatori e i costruttori stessi, favorendo così l'erogazione di servizi al cliente sempre più personalizzati.

SOCIAL CONFIGURATOR Lo scenario immaginato da Forbes è ad esempio quello di un configuratore online, oppure in-store, che consenta al potenziale acquirente di un'auto, attraverso la condivisione del proprio profilo Facebook, di ricevere in diretta la proposta di un modello che rispecchi per filo e per segno le esigenze e le abitudini quotidianamente espresse attraverso i propri post. Siete sciatori provetti? Il tettuccio dell'auto sarà equipaggiato di portasci. Avete bimbi piccoli? Sui sedili posteriori, già sono installati i seggiolini regolamentari. E così via. Ancora una volta, la privacy andrebbe a farsi benedire. Ma in nome di un valore altrettanto importante: quello del risparmio di tempo e della consulenza su misura. Aspettiamoci sviluppi interessanti.


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