Autore:
Lorenzo Centenari

GIULIA SUPERSTAR Una berlina, mille modi per trasformarla in una fucilata di automobile. Per il cognome che porta, oltre che per il nome proprio, l'Alfa Romeo Giulia è tra i modelli che più ispirano passione e gusto per la velocità. Dal Biscione, la Giulia del Terzo Millennio ha ricevuto in dote un telaio ultrasportivo e propulsori potenti. Il V6 della Quadrifoglio, certo, ma anche il 2 litri turbo benzina e il 2.2 turbodiesel non scherzano. A chi tuttavia non si accontenta, il mercato delle elaborazioni riserva numerose forme di upgrade estetico e dinamico. Ne abbiamo selezionate cinque, tra quelle a nostro avviso più efficaci e fedeli allo spirito Alfa. 

ROMEO FERRARIS Ultima in ordine di tempo, l'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio by Romeo Ferraris spinge il più in alto possibile il principio di sedan ad alte prestazioni. Grazie a mirati interventi alla centralina motore e all'adozione dell'impianto di scarico Ragazzon a 200 celle, il 2.9 V6 turbo benzina sfiora quota 600 cv (598 cv), 88 cv in più della Quadrifoglio di serie, sprigionando anche una coppia superiore di 140 Nm. Risultato: la Giulia Romeo Ferraris brucia lo 0-100 km/h in 3,5 secondi e raggiunge i 317 km/h. Cerchi OZ Hyper GT HLT da 20 pollici e speciali ammortizzatori Bilstein completano un pacchetto a dir poco micidiale.

BIESSE RACING Scendiamo di cilindrata, ma restiamo in territorio benzina. La cuneese Biesse Racing ha da qualche mese rilasciato la calibrazione Stage1 della Giulia Veloce Q4 equipaggiata del 2,0 litri turbo benzina. Modifiche a regola d'arte hanno permesso di oltrepassare di slancio i 280 cavalli dell'edizione in commercio, raggiungendo quota 303 cv di potenza e 439 Nm di coppia motrice. Incrementi che in senso assoluto sono assai degni di nota: +23 cv+76 Nm, valori peraltro misurati alimentando il motore con benzina a 95 ottani.

POGEA RACING Spettacolare, sempre in riferimento alla Giulia 2.0 Turbo (ma in configurazione 200 cv) anche il chip tuning proposto dalla tedesca Pogea Racing. Sempre lavorando sul software motore, gli ingegneri Pogea hanno alzato l'asticella della potenza fino a 300 cavalli effettivi, quello della coppia a 480 Nm. E pensare che si tratta di un compromesso: l'hardware non avrebbe avuto difficoltà a recuperare altri 20 cavalli, tuttavia a quella soglia il sistema impedisce alla pressione di sovralimentazione del turbo di oltrepassare 0,4 bar. Meglio quindi fermarsi al cartello dei 300 hp, che pochi non sono.

9000 GIRI Spostiamo la Giulia dalla pompa della verde e la riforniamo di gasolio. La milanese 9000 Giri ha messo le mani sulla 2.2 Turbo in formato 150 cv, spremendo dal quattro cilindri Alfa altri 29 cv e 40 Nm. Il nuovo output è stato ottenuto modificando i parametri della gestione elettronica del motore tramite centralina Seletron programmata dai tecnici di 9000 Giri. A vigilare su tanta abbondanza, pastiglie freni anteriori e posteriori Ferodo DS Performance, un prodotto sportivo ma omologato anche per l'impiego stradale.

BR-PERFORMANCE Chiudiamo la nostra rassegna citando un altro guru del chip tuning come BR-Performance. Il tuner belga si è concentrato sulla Giulia 2.2 turbodiesel dal livello di potenza intermedio, quello cioè da 180 cv, trascinandone fuori altri 52 cristallini cavalli vapore. 232 cv e 542 Nm di coppia (+92 Nm), per un'auto a gasolio che non teme di ingarellarsi con una turbo benzina tedesca. La carrellata, ripetiamo, è incompleta. Ma rende l'idea della foga con la quale gli specialisti di tutta Europa si tuffano nel cofano dell'Alfa Giulia, una bandiera del made in Italy da sventolare con orgoglio.


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